SQUADRA FRAGILE…
06/04/2014

Ascolto il ragionier Sebastiani e mi torna in mente un proverbio inglese: As you make your bed, so you must lie in it, il cui equivalente italiano sarebbe: Chi è causa del suo mal pianga se stesso. Comunque, il significato mira ad ammonire colui che ha prodotto la causa del proprio danno: costui dovrà prendersela esclusivamente con se stesso, e non addossare la responsabilità ad altri.
Dopo averne fatte più di Carlo in Francia, dopo aver preso per i fondelli i tifosi, convinto di essere al di sopra di ogni critica, solo perché sostenuto da un gruppetto di lacchè, si permette di dire che: “Ho tanto altro da fare e non posso perdere tempo a fare pessime figure in giro per l’Italia per colpa loro… E, poi, ho speso tanti di quei soldi da non poter consentire loro di sentirsi liberi…”
Lo ascolto e mi ritrovo sempre più convinto che non esiste più il senso della vergogna e che la faccia tosta di Sebastiani ha dell’inenarrabile.
Ha fatto e disfatto a suo piacimento nel corso del mercato. Ha gestito con un potere assoluto la gestione del Delfino 1936, cercando solo, con la furbizia volpina che lo sostiene da sempre, di crearsi degli alibi nelle persone di Giorgio Repetto e dei due allenatori (Marino e Cosmi). E ora che i risultati lo sbugiardano, e lo mettono in primo piano come “un ragioniere nudo”, tenta di nascondere la realtà che lo vuole unico colpevole di una situazione difficile ma non ancora impossibile da risolvere giacché le squadre di testa fanno a gara per aspettarci (clamoroso il 3-0 dell’Empoli con il Bari fallito).
Per mesi interi, spalleggiato dai soliti conosciuti lacchè, ci ha gonfiato i marroni con la Ferrari che avrebbe messo a disposizione dei due allenatori e ora parla di squadra fragile. Chi l’ha fatta questa squadra? Chi ha comprato e venduto badando solo al business e non alle necessità della società?
Suvvia, ragionier Sebastiani, abbia la dignità di tacere e di cercare una soluzione interna per evitare che questa società abbia anche la mortificazione di non andare ai play off che significherebbe la sua bocciatura totale come manager sportivo.
E non pensi, fidando sempre sui soliti lacchè, di scaricare le colpe su Repetto, da lei assunto solo come comodo parafulmine, considerando che nei momenti importanti lei era al mercato e Giorgio con la squadra in trasferta (vedi Trapani), oppure su Danilo Iannascoli che ha il merito di aver creato un simpatico rapporto con la tifoseria facendo passare in secondo piano i suoi atteggiamenti altezzosi ed irriverenti che le “leccatine” di comodo non potranno mai cancellare.
C’è una volata finale da correre. C’è ancora tempo per annullare la distanza esistente con i play off. Ragioniere, non perda questa occasione, e si impegni a trovare le giuste soluzioni, e non perda tempo a studiare il modo di scaricare sugli altri le sue evidenti responsabilità di gestione.
Gianni Lussoso