UN PUNTO RIESCE A FAR SOGNARE.
04/03/2014

Tutto è relativo: in altri tempi, un punto preso a un soffio dal triplice fischio finale, non avrebbe scatenato tutto questo entusiasmo tra i tifosi. Il fatto è che molti attendevano il motivo per giustificare l’esonero di Marino e considerare una fortuna l’arrivo di Cosmi.
La irrazionalità del tifoso non è una novità, anche perché si è tifosi pure per il fatto di essere esageratamente propensi a giustificare ogni atto che serva a consolidare la passione. Marino ha fatto l’indubbio errore di perdersi l’appoggio dei tifosi con una serie di atteggiamenti molli e poco utili a tenere vivo l’entusiasmo della tifoseria.
Su un campo in cui era difficile giocare, anche se i padroni di casa hanno tentato spesso, e riuscendoci, delle giocate “palla a terra”, il Pescara ha subito per quasi tutta la gara e solo uno sprazzo illuminante di Brugman, in pieno recupero, ha consentito a Caprari di evitare il disastroso risultato che avrebbe gettato nello sconforto totale i tifosi biancazzurri.
Ora un punto è riuscito a riaccendere i sogni e a far rialzare la testa allo stesso presidente, il ragionier Sebastiani, che è ancora convinto di far credere ai tifosi di avere allestito una Ferrari che Marino non ha saputo guidare.
Ora, da Cesena in poi, Cosmi dovrà realizzare il miracolo calcistico di dare ragione a Sebastiani e di far diventare questa formazione una Ferrari e ridare il sorriso a un presidente piuttosto abbacchiato che deve fare i conti, oltre che con una ricapitalizzazione incombente, con una riduzione del valore globale di tutta la rosa.
La prima parola importante che disse Cosmi al suo arrivo fu: equilibrio.
Infatti il Pescara non ha gli equilibri giusti dopo i due mercati effettuati: troppi attaccanti esterni, mancanza di una vera alternativa a Brugman, un centrocampo non proprio all’altezza delle necessità tattiche e una difesa in cui mancano i pezzi pregiati che ti garantiscono un rendimento positivo. Infatti, i 34 gol subiti in 27 partite la dicono lunga sulla capacità dei nostri difensori anche se ci sono diversi alibi legati agli infortuni che hanno penalizzato alcuni giocatori importanti. Anche se, a dirla tutta, i tanti infortuni possono essere colpa della sfortuna ma anche di una preparazione atletica insufficiente.
Ora attendiamo con curiosità il responso delle prossime partite: abbiamo una Ferrari o solo una buona macchina, calcisticamente parlando?
Intanto accade sempre più spesso che allenatori giubilati siano richiamati: Di Francesco, Giampaolo… giusto per parlare di tecnici abruzzesi. Che significa tutto questo? Che non sempre le colpe sono da addebitare ai tecnici ma che bisogna avere più acume quando si fanno i mercati. Inutile mancare di equilibrio nel fare le rose, e poi scaricare tutto sulle spalle dei tecnici, sperando nel miracolo dei nuovi arrivati.
Gianni Lussoso