DOPO BARI CHIUSO UN CAPITOLO IL PROSSIMO SARÀ PIÙ INTERESSANTE?
24/02/2014

Per meglio capire il presente e predisporre il futuro, è necessario capire il passato. La nostra analisi riguarda il comportamento della società e quello di Pasquale Marino. All’inizio i tifosi erano soddisfatti della scelta del tecnico che, nonostante alcune delusioni personali, poteva essere considerato un elemento di prima fascia. In aggiunta la società, dopo la campagna acquisti e vendite operata in prima persona da Daniele Sebastiani, era convinta di aver dato una Ferrari al pilota Marino.
Per ben dieci giornate il Pescara ha annaspato alla ricerca di una sua identità calcistica e Pasquale Marino, ufficialmente, disse di non avere avuto a disposizione un bolide ma una coperta corta. A quel punto avrebbe dovuto dare le dimissioni. Invece, costretto dal suo curriculum che lo vedeva perdente per gli ultimi anni di lavoro, ha fatto buon viso a cattivo gioco e ha cercato di salvare la sua stagione personale, e quella dei biancazzurri, inventandosi alcune situazioni tattiche che hanno dato frutto tanto che il Pescara dalla undicesima giornata in poi ha cominciato a macinare punti su punti tanto da far sperare in un campionato di altissimo spessore. Invece con la sconfitta in casa contro l’Empoli, è cominciata un’involuzione tecnica che ha portato i dirigenti ad accusare Marino di non saper guidare la Ferrarti e Marino a dire che aveva scoperti alcuni ruoli vitali e che la società, a gennaio, non gli aveva rafforzato la squadra, come Sebastiani affermava, ma che, invece, gliel’aveva ancor più indebolita. Il risultato? Sei sconfitte di fila, una più penosa dell’altra, e relativo esonero lo stesso giorno di Bari Pescara.
Di chi la colpa? Del tecnico che non aveva saputo farsi rispettare dai dirigenti e aveva perso il controllo dello spogliatoio? Del settore tecnico che aveva sbagliato i movimenti di mercato? Del settore medico che non ha saputo far “guarire” in tempo utile i vari ricoverati in infermeria? Dei tifosi che non hanno saputo tenere sotto pressione il presidente consentendogli di fare a suo piacimento seguendo una logica di mercato troppo lontana dai desiderata dei tifosi stessi?
Di tutto un po’. In questi casi le colpe vanno suddivise anche se con percentuali diverse.
Ora si cambia pagina. Il capitolo Marino è chiuso. Il prossimo sarà più interessante?
La risposta ce la darà il campo, ma noi, intanto, possiamo fare qualche piccola riflessione: E’ vero che ci sono state delle cessioni importanti e sono mancate le relative sostituzioni. E’ pur anche vero che il feeling tra il presidente e l’allenatore si è rotto troppo presto e che lo stesso Sebastiani, in più di un’occasione, con i suoi mentori della stampa locale, aveva messo in discussione il tecnico riducendo il suo potere all’interno dello spogliatoio. E la farsa del venerdì, in studio con Enrico Rocchi, quando aveva precisato che anche in caso di una malaugurata sconfitta a Bari, il tecnico non sarebbe stato esonerato, perché il progetto doveva andare avanti, è terminata proprio con l’esonero il sabato sera…
Il progetto, quindi, è miserevolmente fallito. Ora si potranno ricostruire le basi per un nuovo progetto? Se la coperta è ancora corta e se la macchina non è una Ferrari, i risultati potranno essere migliorabili rispetto a quelli di Marino ma non tali da portarci alla promozione in A. Se invece i fatti sul campo dimostreranno che Marino non ha saputo gestire il potenziale umano e tecnico messogli a disposizione, vuol dire che aveva ragione Sebastiani e torto l’allenatore. Staremo a vedere.
Gianni Lussoso