SEBASTIANI, CHI ABITA IN UNA CASA DI VETRI NON FA A SASSATE.
12/02/2014

Chi abita in una casa di vetri non fa a sassate: questo dovrebbe ricordare Daniele Sebastiani presidente del Delfino 1936 che ha avuto la fortuna di essere presidente anche in Serie A, per grazia ricevuta.
Lui, che è ragioniere, cioè che “sa far di conto”, e che è riconosciuto essere un esperto di notevole valore, come manovratore di soldi, ben conosceva la situazione della società da lui presieduta, non dico reale, perché, con lui, di reale non c’è mai nulla, visto che cambia cifre e opinioni a ogni tirar di vento, avrebbe dovuto tenersi buoni i tifosi e tutto l’ambiente senza favorire i suoi lecchini di corte e definire i tifosi come clienti.
Sapeva bene di essere in una casa di vetro, società con tanti problemi, e non avrebbe dovuto essere spocchioso prima, arrogante poi, e soprattutto, avrebbe dovuto avere il coraggio di parlare chiaro ai tifosi e non farsi sostituire d Giorgio Repetto.
Inoltre, da uomo navigato qual è, come fa a fidarsi di certi personaggi servili che, come leccano ora lui, faranno altrettanto con chi dovesse, un domani sostituirlo, rinfacciandogli anche le colpe che non ha.
Un vero leader si attornia di gente competente che ha anche la forza di fargli capire se sta imboccando una strada sbagliata, non si appoggia a zerbini che nulla hanno di notevole se non il colore del naso, marrone, per intenderci.
Se il ragioniere Daniele Sebastiani si soffermasse un attimo ad analizzare il recente passato, si accorgerebbe di avere avuto in società delle mezze maniche che hanno fatto più danni che bene, eccezion fatta per Danilo Iannascoli che per cultura calcistica, tradizione sportiva familiare, è da considerare il vero prototipo dello sportivo e del tifoso. Alcune sue prese di posizione, però, hanno fatto capire, e spero di sbagliarmi, che lui mal sopporta la presenza di Iannascoli proprio per il carisma che ha e per il feeling che ha creato con gran parte della tifoseria.
Parlando con molti tifosi mi sono reso conto, e ne faccio partecipe il Ragioniere, che essi sono ancora disposti a perdonargli certe prese di posizione e a sostenerlo se parla chiaro, se dice come stanno realmente le cose e se la smette di menare il can per l’aia.
Un po’ di sincerità, un pizzico di coraggio, un po’ di umiltà, e molto buon senso, mescolati insieme, realizzerebbero un cocktail capace di riportare il Delfino in un clima più vivibile, calcisticamente parlando. Ragioniere, oltre a saper far di conto, impari a saper dividere il grano dal loglio.
Gianni Lussoso