DOBBIAMO CAPIRE.
09/02/2014

I dirigenti del Delfino Pescara l’hanno detto chiaramente: devono capire. Il tecnico Marino ha parlato di atteggiamento sbagliato della squadra. Una formazione che non ha mezzi termini: eroica con la Juve Stabia, quando in dieci ha giocato alla grande, accademica e insulsa a Crotone.
I tifosi si dicono indignati. I lacchè non trovano parole e si affannano nel cercare giustificazioni inadeguate.
E’ da molto tempo che scrivo sulla necessità di esprimere equilibrio.
Equilibrio da parte di Marino che non può cambiare ruolo a Zuparic come fatto a Crotone. Marino deve lavorare sul piano fisico dei suoi ragazzi che non possono arrivare sempre secondi sul pallone e pensare di fare risultato positivo.
Questa squadra è senza equilibri per colpa di un mercato sbagliato in estate e non aggiustato a gennaio. Troppi giocatori in un ruolo, l’attacco; sono pochi e inadatti a centrocampo; sono scarsi in difesa, per numero e per qualità.
Ci ritroviamo, dopo tanti cambi e trasferimenti ad avere solo due veri giocatori di alto spessore: Brugman, Ragusa. Poi ci sono dei discreti giocatori che rendono quando sono al top e che steccano quando non ci mettono impegno e fisicità.
Equilibrio da parte di Sebastiani che non può fare “padrone e sotto” in sede di mercato, vendere e prendere seguendo le sue logiche, bypassando i tecnici preposti alle scelte dei giocatori, e poi scagliarsi con virulenza contro tutti, minacciando ripercussioni come se lui avesse subito e non agito in prima persona.
Equilibrio da parte dei giocatori che devono pensare a lavorare per i mesi previsti dal campionato senza andare oltre le righe durante la vita privata che, come ben si sa, incide sulla vita sportiva. Sono ben pagati e hanno dieci mesi di vero lavoro. Un sacrificio che si può e si deve fare.
Equilibrio da parte dei tifosi che non possono passare dalla esaltazione immotivata al dispregio di ogni aspetto calcistico senza fare gli opportuni “distinguo” considerando che non tutti i dirigenti hanno agito sullo stesso livello.
Spesso ho scritto di due anime e di due filosofie all’interno della società: il movimentatore finanziario Sebastiani e lo sportivo Iannascoli. Bene anche queste due “realtà” gestionali devono trovare il loro equilibrio. Per essere più chiaro sarebbe opportuno che Sebastiani ascoltasse di più Iannascoli che è, in definitiva, la voce dei tifosi ed è la lunga mano della tifoseria all’interno del Delfino. Facile comandare e fare e disfare a proprio piacimento e poi accomunare tutti gli altri nel sopportare il peso dei propri errori.
I tifosi vogliono capire e desiderano più fatti e meno chiacchiere. Capisca Sebastiani, che non può fare sempre il furbo sperando di passarla liscia screditando gli altri. Non è vero che ha dato una Ferrari a Marino; così com’è altrettanto vero che Marino non sa utilizzare al meglio i giovani di cui aveva la disponibilità perché lui è un allenatore tecnico-tattico, ma non un maestro di calcio che sa far crescere i giovani. Unica intuizione positiva Zuparic, e poi lo ha bruciato a Crotone.
Ci sono stati atteggiamenti sbagliati da parte di molti, ma soprattutto di Sebastiani che chiede un bagno di umiltà per tutti ma non per se stesso. Siete già stati capaci di uscire dalla crisi nella prima parte del girone di andata, potete ripetervi ora.
C’è poco da capire, signor Sebastiani, dovete ritrovare il giusto equilibrio.
Gianni Lussoso