I TIFOSI SONO UN PATRIMONIO. LO SA DANIELE SEBASTIANI?
27/01/2014

Per tenerlo buono, gli imperatori romani davano al popolo panem et circenses; oggi che si dà alla popolazione? Facile: Il calcio. Il calcio, quindi, è uno strumento utile per tenere “buoni” i tifosi.
Il calcio, però, ha bisogno “anche” dei tifosi che sono un patrimonio della società sportiva. Pertanto posso dire tranquillamente che i tifosi sono soggetti attivi e passivi della disciplina sportiva.
Il tifo sportivo è un indicatore esistenziale importantissimo. Infatti, non è direttamente correlato con la pratica sportiva e con l'amore per lo sport, ma piuttosto è una complessa interazione fra la psicologia del singolo e alcuni aspetti della società.
In termini di marketing, tra i prodotti che la società sportiva può offrire, rientra il pubblico di tifosi e appassionati che seguono le attività del sodalizio. E’ possibile definire con il termine di ''supportership'' l'insieme di persone che, per il suo potenziale d'acquisto, è sicuramente attraente ed interessante per aziende ed organizzazioni desiderose di entrare in contatto con esso.
Il concetto è collegabile a quello di ''audience'' dei mezzi stampa e televisivi che, in relazione alle sue caratteristiche, viene offerto al pubblico degli inserzionisti pubblicitari.
Naturalmente, una società sportiva che vuole costruire un sistema di offerta, ben strutturato e gestito, deve individuare l'entità, i comportamenti e le potenzialità di questo particolare pubblico, che non necessariamente si manifesta attraverso l'acquisto dei biglietti.
Uno degli obiettivi di marketing sportivo è l'acquisizione dei dati che la società sportiva può rivendere alle aziende interessate a comunicare con esso. Poiché queste persone completano il sistema di offerta, relativo al business market, risulta evidente l'importanza di valutare, studiare e rendere note alle aziende questo particolare patrimonio di appassionati.
é solo su queste basi che lo sport, il team, l'atleta può essere inteso come efficace strumento di comunicazione, anche più valido nel rapporto costo-contatto utile. é solo ragionando in questi termini che si può sviluppare, in modo serio e continuato, e soprattutto ottimizzante per i clienti del business market il rapporto tra sport e comunicazione.
La scelta da parte di una società sportiva di proporre una collaborazione a un'azienda piuttosto che a un'altra, deve essere posteriore alla conoscenza di quali sono i pubblici di riferimento, qual è il loro target, ma soprattutto qual è il target delle società sportive.
Facile concludere che il tifoso rappresenta un patrimonio “spendibile” da parte della società per trovare sponsor che alimentino le casse sociali.
Orbene, con una politica sciocca, spocchiosa, arrogante, Daniele Sebastiani si è giocato gran parte della simpatia del pubblico pescarese e crede di poter andare avanti fidando solo sui servitorelli sciocchi di cui si circondato.
In queste ore si parla, giustamente, di acquisti centrati per ridefinire positivamente la rosa dei giocatori, e sono d’accordo. Mi preme, inoltre, rilevare come sarebbe altrettanto utile ridefinire in modo migliore il rapporto tra società e tifosi. Siccome Sebastiani si è giocato malamente le sue carte, l’unico dirigente che potrebbe ancora avere una ricompattare la tifoseria è Danilo Iannascoli. Altri, nel gruppo dei dirigenti, non ne vedo.
Faccia in modo Sebastiani, di conferire spazio e incarico preciso a Danilo Iannascoli per fare quest’operazione di riappacificazione e di credibilità, altrimenti, anche gli acquisti successivi, poco potranno per ridare un volto serio e costruttivo a questa società che in due anni, con Acciavatti e Sebastiani, è riuscita a vanificare quasi del tutto il “patrimonio tifosi” che non è fatto di Clienti ma di entusiasmi e di passioni..
Ricordi, il ragionier Sebastiani, che un ottimo dirigente si circonda di validi collaboratori e sostenitori e non di lacchè prezzolati.
Gianni Lussoso