SEBASTIANI, CREDE ANCORA DI POTER GESTIRE A SUO PIACIMENTO LE COSE SPORTIVE (GIANNI LUSSOSO)
26/01/2014

Proprio per completare e rendere più utile il mio lavoro di cronista, non mi fermo solo alle mie analisi delle partite, e della gestione sociale, ma cerco di studiare attentamente sia le parole dei dirigenti, sia dei tifosi quando si esprimono o sui loro blog o nei loro interventi televisivi o negli incontri personali che ho con alcuni di essi.
E’ chiaro che, quando si vince, il tifoso sia portato a esaltarsi, superando anche gli eventuali errori fatti da dirigenti e tecnici; com’è altrettanto chiaro che, lo stesso tifoso, si lasci prendere dalla rabbia e spari a zero su tutti, negando anche eventuali alibi concreti.
Il tifoso è libero di esprimersi come sa e come può, infischiandosene della razionalità e della freddezza di analisi che devono, invece, essere dei dirigenti e degli addetti ai lavori.
Pertanto, dopo la sconfitta con la Juve Stabia, proprio per il modo in cui è maturata, i tifosi sono esenti da critiche: hanno tutto il diritto di esprimere il loro disappunto e di chiedere, a Marino, il perché di certe scelte tattiche e il perché di certe sostituzioni.
Il presidente, che sa di non aver fatto tutto ciò che era possibile per rimediare a delle cessioni importanti, non avrebbe dovuto gettare fango sull’allenatore e sui giocatori nel tentativo di esimersi dalle sue evidenti responsabilità. Così come non è stato bello da parte del presidente, nei suoi vari ultimi interventi, esprimere arroganza e maleducazione nei confronti dei suoi Clienti (uso la lettera maiuscola perché sono convintissimo che i Clienti vadano sempre rispettati), forte come si sente dell’appoggio di alcuni esponenti della tifoseria che credono (non so quanto sia vero nella realtà) di poter gestire e dirigere la passione dei tifosi della Curva Nord che, per eccellenza, e per storia, rappresenta la tifoseria organizzata.
Nello stesso tempo, se l’abilità e la furbizia del presidente, gli hanno consentito di manipolare in modo anche appariscente l’atteggiamento di alcuni esponenti della stampa locale, non deve pensare di essere sopra la verità e di potersene fregare del giudizio degli sportivi (non parlo dei tifosi), perché alla lunga, quando sarà impossibile nascondere i reali valori, i servi si rivoltano e abbandonano il padrone arrogante e, anzi, faranno in modo di fargli pagare anche le umiliazioni che hanno dovuto subire nello stare con la schiena piegata in due.
Facciamo un rapidissimo punto della situazione: Campagna estiva incompleta e alcune cessioni importanti non adeguatamente sostituite. Marino disse di avere una coperta corta. Il presidente disse di avergli dato una Ferrari. Cambiando modulo il Pescara riuscì recuperare i punti persi all’inizio. Mercato invernale e necessità di prendere un vice Balzano, due centrocampisti, oppure un centrocampista e un attaccante. Ciò che è stato realizzato è sotto gli occhi di tutti.
Ora si capisce bene che Sebastiani ha operato cessioni molto redditizie e sta cercando di vendere il Pescara per non dover spendere quanto incassato. La cessione della società sarebbe per lui, personalmente, un affare di grosso respiro. Ma lo stesso discorso non si può fare per la tifoseria.
Con la sua filosofia di vita, Sebastiani, crede ancora di poter gestire a suo piacimento le cose sportive sempre fidando sull’appoggio servile di alcuni elementi. Ma se i conti non torneranno, dovrà giustificare, e con chiarezza di cifre e di operazioni, ciò che è stato fatto.
Intanto la tifoseria spera sempre che, fino al 31 gennaio, si possa rimediare.
In caso diverso è da augurarsi che la spaccatura che si sta creando tra i tifosi sia ripianata e ricucita da un intervento di un dirigente, che potrebbe essere Danilo Iannascoli, dato che il presidente ha già rotto il rapporto con la grande massa dei tifosi e degli sportivi. Urge, però, un’azione immediata per non perdere ciò che di positivo resta ancora nella realtà del calcio pescarese.
Gianni Lussoso