SEBASTIANI BIFRONTE
21/01/2014

Il presidente del Delfino 1936 è bifronte come Giano che era invocato e celebrato per gli affari privati ed era annoverato tra le divinità marine: infatti il ragionier Sebastiani, bifronte come Giano, è esperto in affari privati ed è il presidente del delfino che è un mammifero marino.
Scrivo bifronte, senza nessuna intenzione offensiva, (lo preciso perché, permaloso com’è, ha trovato irriverente anche il termine ragioniere che è un normale titolo professionale) ma solo per precisare che, per cercare di capire i “movimenti” del presidente, bisogna vedere e studiare le sue due facce: quella privata e quella pubblica di presidente del Delfino.
Se facciamo mente locale a tutte le posizioni assunte, e a tutte le decisioni prese da quando è stato così abile da indurre Peppe De Cecco ad andarsene, fino ai movimenti economici relativi alle vendite, alle cessioni, ai passaggi, ai prestiti, agli acquisti, ci rendiamo perfettamente conto che, se dovessimo dargli un voto da uno a dieci per gli affari privati, meriterebbe un dieci, anche con lode; se dovessimo dargli il voto, invece, per ciò che ha fatto in favore del Delfino, a essere generosi, potremmo dargli uno striminzito sei.
Quello che spiace notare è che, con i suoi atteggiamenti, sostenuti da un gruppetto di lecchini, è riuscito a spaccare la tifoseria: da una parte pochi aggreppiati di comodo che lo sostengono a spada tratta, dall’altra i tanti scoraggiati per le pochezze dimostrate in favore del Delfino.
Infatti la sua abilità è stata quella del “divide et impera”, che possiamo tradurre con dividi e conquista, oppure separa e comanda.
Abilissimo nel gestire i fatti suoi, è riuscito a dividere il gruppo del tifo organizzato e ha messo i “fratelli biancazzurri” l’un contro l’altro e quindi riesce a far passare senza critiche ogni suo atto, ancorché infruttuoso per il Delfino.
Inoltre, secondo il manuale americano del perfetto operatore economico che vuole avere il meglio, senza correre personali rischi, ha lasciato l’incarico di amministratore delegato ad altri.
Per i giovani lettori preciso che l'amministratore delegato è un componente del consiglio di amministrazione di una società e ha la delega dei poteri e delle funzioni al fine di ottimizzare la gestione della società stessa. L’AD è, dunque, l'uomo di fiducia del Presidente che gli lascia tutti i compiti gestionali, compreso il calciomercato.
Orbene, a tutti appare evidente, invece, che nel Delfino 1936 fa tutto, anche le scelte di mercato, Sebastiani e l’AD?
L’AD, a questo punto, è il parafulmine, cioè quello che, in caso di situazioni delicate, paga sia sul piano civile, sia su quello penale come precisa il Codice Civile nel libro quinto.
Insomma, il Sebastiani bifronte, è un personaggio di sicuro spessore professionale, peccato che in cima ai suoi interessi ci siano quelli personali piuttosto che quelli dei tifosi.
Gianni Lussoso