STA PER FINIRE LA CRISI DI ASTINENZA.
15/01/2014

Già con l’amichevole di oggi, anche se contro avversari che poco potevano fare per contrastare la forza biancazzurra, i tifosi hanno riassaporato un po’ di calcio giocato, stanchi delle tante chiacchiere che hanno alimentato il calcio parlato. Già sabato prossimo, contro il Lugano, potranno fare un altro piccolo passo in avanti e migliorare la propria condizione di calcio dipendenti.
Proprio perché non è stato possibile sfogare la propria passione seguendo calcio giocato, i tifosi si sono tuffati letteralmente nell’esaminare, controllare, discutere, criticare le varie fasi del mercato.
Dalle loro espressioni, scritte e parlate, si è evinto la solita avversione verso il settore giornalistico, reo di creare ad arte situazioni legate alla paventata cessione societaria (settanta per cento) “per vendere qualche copia in più”, dimenticandosi, però, che proprio il loro presidente ha evidenziato, in più di una occasione che stava trattando con gruppi stranieri.
“Negli ultimi anni è stato dimostrato con risultati sportivi e aziendali che le cose possono essere fatte bene anche a Pescara e da Pescaresi.” Questa una frase stralciata dal comunicato dei Rangers. I giornali e i “giornalai”, come voi li definite, hanno sempre sostenuto che se Pescara resta ai pescaresi è cosa buona e giusta, ma è sempre il vostro presidente Sebastiani che ha sostenuto in queste ultime settimane che sta trattando… certamente i giornalisti cercano di con oscere chi sono i compratori, fa parte del loro lavoro, e non per questo stanno venendo meno al rapporto di rispetto nei vostri confronti considerando anche che SEMPRE è stato messo in evidenza, da giornalai e giornalisti, il vostro grande e opportuno impegno nel 2009, quando avete consentito ad alcuni dirigenti, di salvarsi dalle intromissioni di alcuni faccendieri e di poter disporre in modo redditizio delle possibilità offerte dal Tribunale e di poter ricostituire una realtà calcistica pescarese.
Si sa bene che la crisi di astinenza è una situazione patologica che porta a scatti di irascibilità, nervosismo, insofferenza, ansia, ma non per questo bisogna prendersela per forza con chi non è della vostra “Famiglia”. Si è tifosi anche appartenendo ad altri gruppi. Ma oltre ai tifosi, hanno diritto di appartenenza alla grande famiglia biancazzurra gli sportivi. I giornalisti non dovrebbero, per motivi professionali, far parte del Gruppo anche se, nell’intimo del loro cuore professano fede biancazzurra.
Altrimenti, e lo sapete bene, gli editori, se notano che il cronista fa il tifoso, lo relegano al lavoro di “routine” e, quando c’è da fare il “servizio ufficiale”, mandano gli inviati…
Perché non si rispettano i ruoli? Perché pretendere che i giornalisti siano di parte, solo perché nati o perché vivono a Pescara, e non capire che ci sono delle necessità legate al rispetto della cronaca e della verità espressa dal campo o dalla gestione societaria?
Ma è inutile parlarne. Chi non vuol capire non capirà mai.
Ho trovato bella la frase: “La Pescara Calcio, il bianco e l’azzurro sono un bene di proprietà della città e dei pescaresi, cosa che i dirigenti attuali sanno benissimo. Noi ne siamo i custodi e i protettori.”
Bella, ma non rispondente pienamente alla verità “gestionale”, se è vero che questa società ha fatto sempre ciò che ha voluto e non sempre in sintonia con i desiderata della tifoseria che, lo avete denunciato proprio voi, spesso è stata definita e trattata come “clientela” e non come i difensori e i custodi di una fede calcistica. Una fede, badate bene, che è vostra e deve essere solo vostra e non imposta a chi per lavoro fa altro. Ma, per fortuna, l’astinenza sta per finire e avrete altri bersagli da colpire.
Gianni Lussoso