DANIELE SEBASTIANI, IL CAMPIONE DELL’OVVIO (DI GIANNI LUSSOSO)
08/01/2014

Il quotidiano Il Tempo spara la notizia della esistenza di un contratto di cessione del 70% del Delfino Pescara 1936. I tifosi restano perplessi e si chiedono che sarà del futuro del calcio pescarese giacché le esperienze altrui hanno insegnato che, quando si parla di stranieri, e quindi di affari, il calcio passa in second’ordine e gli orizzonti si fanno nebulosi.
Il presidente subito interviene con la sua conosciuta dialettica e dice tutto e il contrario di tutto, riconfermandosi campione dell’ovvio. Ecco alcune perle: “I nostri colori sono il bianco e l’azzurro… Il calcio con la politica non c’entra niente… Ci sono trattative in corso da mesi… Le trattative richiedono tempo perché in ballo ci sono dei soldi… E non stiamo parlando di yogurt… Il nostro obiettivo è lavorare in trasparenza…
Dopo tutte queste parole che ha detto di concreto? Nulla. Confermano la sua propensione all’ovvio.
Si evincono soltanto delle situazioni: Il presidente opera da solo come in un’azienda individuale e non come una SpA. Gli altri soci sono, da lui, considerati come presenze evanescenti e da tenere all’oscuro delle sue operazioni.
Sta cercando da molto tempo di vendere la società per fare affari sulla base della sua filosofia mercantile che non ha nulla a che vedere con lo sviluppo del calcio pescarese di cui conosce solo che ha due colori, il bianco e l’azzurro.
Ci dice che il Pescara non fa politica e non ha bisogno di politici e quelli che frequenta sono solo dei compagni di merenda o di passeggiate ciclistiche… Eppure le sue ultime frequentazioni farebbero capire ben altra cosa…
Perché non ci dice la realtà delle entrate della Pescara Calcio e di come le sta investendo. Perché non parla con trasparenza dei programmi veri da lui studiati e messi in opera per la crescita del calcio pescarese e quali sono gli acquisti che intende fare realmente per sfruttare la situazione favorevole di un campionato non eccelso? Perché non ci dice le reali forze interne della società e come sono suddivisi i reali compiti dei soci di là dal loro impegno di onorare la sottoscrizione delle azioni?
Che sta facendo Mesa per il Pescara e quali compiti ha? Quando sarà posta la prima pietra e come pensa di utilizzare i terreni limitrofi all’area destinata al centro sportivo? E’ vero che alcuni soci sono in uscita? Perché? Qual è la reale posizione del marchese Fezia? Quale la reale posizione di Vincenzo Marinelli, di sicuro il presidente più amato dai tifosi del passato, insieme a Caldora, che lui dice di volere nella società già dal maggio 2013 e che non vediamo ancora inserito nell’organico? Chi dei due frena, e perché?
E potremmo continuare con le domande che, siamo certi, avranno sempre delle risposte ovvie che fanno emettere gridolini di esaltazione ai lecchini proni al suo dettato, ma che a noi ci confermano l’insulsa ovvietà (nel senso letterale della parola: che non desta interesse) del ragioniere.