PARLIAMO DI MARINO, SEBASTIANI, IANNASCOLI E DELLA SQUADRA (DI GIANNI LUSSOSO).
30/12/2013



Finito il girone di andata a 34 punti, nonostante la sconfitta con l’Empoli che, vista la superiorità numerica del secondo tempo, ha fatto storcere il naso a più di un tifoso. Ma i commenti dei tifosi, si sa, sono molto condizionati dall’umoralità e dalla passione e vanno presi e giudicati con benevolenza. Non quelli dei tecnici, che per professione devono raccontare i fatti accaduti, che, invece, vanno censurati perché tradiscono la loro funzione più importante che è quella di raccontare i fatti con “scienza e coscienza” senza fare gl’interessi di questo o di quel dirigente.
Quando Pasquale Marino ebbe a disposizione la rosa al completo, disse chiaramente che era una “coperta corta”.
Comunque, da serio professionista, con il forte desiderio di ricominciare a lavorare ad un certo livello, cancellando le ultime delusioni professionali, si mise a studiare con impegno le soluzioni idonee per ridurre i pericoli al minimo, in attesa, poi, di rimettersi a tavolino e studiare per il mercato di gennaio le opportune variabili con i dirigenti.
Da tecnico competente non si illuse, dopo il 3 a 0 in casa con la Juve Stabia, che aveva poca cosa da offrire tecnicamente e, quindi, il risultato era da giudicare in rapporto alla pochezza dell’avversario, e i successivi risultati confermarono le difficoltà di gestire un gruppo incompleto che aveva confermato, partita dopo partita, le debolezze del centrocampo, la poca forza del reparto difensivo, con un portiere che aveva ancora nella mente la possibilità mancata di una buona cessione, e che mal digeriva la situazione in cui si trovava, e un attacco che era privo del suo pezzo forte, Sforzini e che, con Mascara e Cutolo, non trovava gli equilibri e la forza di penetrazione necessari.
Otto punti, in dieci partite, a confermare un vero disagio tecnico.
La presidenza cominciò a far lavorare i suoi scherani e a far rilevare, in trasmissioni televisive pilotate, che Marino aveva avuto a disposizione una Ferrari e che stava dimostrando di non saperla guidare.
Da salotti televisivi compiacenti arrivava, dunque, secondo i desiderata del presidente, la bocciatura dell’allenatore.
Alla vigilia della partita del 25 ottobre, a Reggio Calabria, si respirava un’aria mefitica contro Marino che, se avesse perso, sarebbe stato esonerato.
Ma, siccome il signor Sebastiani, giustamente, per parte sua, è molto attento ai conti, con le frecciate degli scherani asserviti (mentre lui, furbescamente, non si metteva in luce), avrebbe desiderato una situazione pari a quella di Stroppa, cioè non esonero, ma dimissioni…
Invece, come si consiglia, mai dire gatto se non ce l’hai nel sacco, la squadra pescarese vinse per 3 a 2 e poi un rocambolesco 3 a 3 in casa con il Brescia e, storia recente, una serie di 8 vittorie e 2 pareggi con cambio di modulo, dal 4-3-3 al 3-4-3, esplosione di Ragusa in attacco e di Zuparic a centrocampo.
A questo punto fu necessario il cambio di rotta della critica asservita che dovette cominciare a fare i conti con una nuova dimensione calcistica del Pescara creata da Marino, e si dette inizio ad una nuova politica con l’affermazione della bravura di Sebastiani che aveva voluto tenere Marino nonostante la tifoseria lo avesse bocciato e avesse chiesto la sua testa…
La situazione attuale è positiva. Propedeutica di ogni nuova situazione: se la società farà gli acquisti necessari, un terzino destro, un centrocampista forte ed un attaccante di valore, si potrà puntare decisamente alla Serie A.
Se gli acquisti non saranno mirati e si faranno solo cessioni e qualche movimento in entrata giusto per far vedere che la società si è mossa, il Pescara un buon campionato, i play off e forse anche la promozione.
Insomma, a dirla tutta e in modo chiaro, il mercato di gennaio ci farà capire le reali intenzioni di Sebastiani senza che i suoi treppiedi umani facciano da eco a quelle preparate ad hoc per tenere buoni i tifosi.
Tutto il girone di andata ci ha fatto chiaramente capire che ci sono due anime all’interno della società: quella mercantile di Sebastiani e quella sportiva di Danilo Iannascoli che, seppur frenato da certe imposizioni, dovute alle percentuali possedute, ha cercato più volte di dialogare e di appoggiare le istanze dei tifosi.
Il campionato giocato finora ci ha fatto capire, inoltre, che Marino, pur denunciando alcuni limiti di coraggio nelle sostituzioni e nelle scelte condizionate dalla sua fede calcistica in Mascara e Cutolo, ha i mezzi tecnici per fare bene e la squadra, da parte sua, ha confermato di essere disponibile a seguirlo e ha anche dei margini di miglioramento sia nella fase difensiva, sia in quella di attacco, ma ci vogliono i dovuti rinforzi per fare le giuste scelte tecniche.