PESCARA IN ZONA PLAY OFF (NOTA DI GIANNI LUSSOSO)
08/12/2013

Due le cose che mi sono piaciute in queste ore, anzi tre: il comportamento della squadra, e quindi, il risultato che ha rilanciato i biancazzurri verso la zona alta della classifica; il comportamento di Pasquale Marino che, nonostante la “coperta corta”, con sagacia è riuscito a colmare le lacune del mercato e a far quadrare il gioco dando equilibrio ai reparti; l’atteggiamento del dirigente Danilo Iannascoli che ha saputo conciliare le necessità diplomatiche che lo vogliono a fianco di Sebastiani, e quindi sostenitore delle sue linee comportamentali, e quella di essere a fianco dei tifosi che vogliono chiarezza e trasparenza e con molta duttilità e spirito sportivo, ha risposto ai desiderata della tifoseria, che si è fatta rappresentare dal signor Harken (conosco solo il suo nick name), chiarendo i vari aspetti della vita societaria.
Una, anzi due, le cose che non mi sono piaciute in queste ore: l’arroganza di Sebastiani, acuita ancora di più dal risultato di Siena, dimenticandosi che molto merito è della bravura di Marino (fatto questo che tutti i tifosi avveduti e corretti hanno riconosciuto da settimane, contrastando il pensiero critico e punitivo di coloro che seguivano le direttive presidenziali che, invece di riconoscere i limiti e gli errori della campagna cessioni, cercava di addebitare a Marino la incapacità di guidare una Ferrari messagli a disposizione…) e la sua iattanza che lo porta, visto che si ritrova in piedi sulla schiena dei pecoroni, sotto di lui proni e servili, a sentirsi elevato a livelli superiori, al di sopra di tutto e di tutti, non tenendo in alcun conto che, un fatto è sentirsi librato in aria per meriti concreti e reali, e un altro perché poggiato sulle schiene dei servitorelli di turno.
Stridono i due comportamenti dei massimi dirigenti della Pescara calcio, da una parte Sebastiani che spacca la tifoseria con i suoi diktat e dall’altra Iannascoli che media, parla, spiega, chiarisce.
Queste due filosofie di gestione sono in equilibrio e basta un nonnulla perché si sentano stridii pericolosi, per il bene del Delfino ci auguriamo tutti prevalga la filosofia di Iannascoli, anche perché è con il dialogo che si risolvono i problemi e non con gli atteggiamenti puerilmente minacciosi dei lecchini che restano servizievoli fin quando c’è l’interesse soddisfatto a tenerli uniti al padrone, salvo poi vederli rivoltarsi contro, mordendo, quando il padrone non sarà più nella condizione, o nella voglia, di accontentarli con l’osso, o con il bon bon, di Sebastiani cultura.