PESCARA PIANGE UNO DEI SUOI FIGLI ADOTTIVI PIÙ CARI (DI STEFANO LEONE)
26/11/2013

Pescara piange una delle sue bandiere. Una bandiera sportiva che ha sventolato per anni sempre con orgoglio, fierezza e consapevolezza di essere vero. Vincenzo Zucchini, bandiera in campo e fuori della Pescara Calcio, se ne è andato così, in silenzio, così come usava vivere sia le gioie che le tristezze. Lo faceva sempre con compostezza e sobrietà, lui che pure di glorie e vittorie ne assaporava tante. Si è arreso alla battaglia più dura e importante. Quella della vita. Si è arreso all’età di 66 anni, dopo aver lottato come un leone. Era nato a S. Bartolomeo in Bosco, in provincia di Ferrara il 21 luglio del 1947. Era però ormai pescarese a tutto tondo. Schivo, modesto sempre dai toni bassi eppur così grande per tecnica e tenacia. In questa sede non vogliamo fare l’elencazione della sua carriera, di calciatore prima e di allenatore dopo, poiché gli annali del calcio sono pieni di questo. In questo momento supremo, nel quale un uomo prima di ogni altra cosa, lascia per andare per sempre, ci preme ricordare e sottolineare il profilo dell’atleta uomo che, senza demagogia o luoghi comuni, non si esagera se si dice che rimane un’icona della serietà e dell’onesta. Vincenzo ora riposerà il giusto. Siamo certi continuerà a camminare con quel suo fisico asciutto e perentorio, su prati ancor più verdi di quelli calcati calcisticamente. Ciao Vincenzo, lasci un calcio nel quale, forse, non ti riconoscevi più ma per il quale hai speso fino all’ultimo momento le tue energie e le tue sapienti dottrine. Lasci, soprattutto, insegnamenti di dignità e onestà che mai nessun calcio marcio potrà cancellare. Ciao campione.