LA STORIA DEI ROSSOBLÙ AQUILANI RACCONTATA DA DANTE CAPALDI
16/11/2013




Sono alcuni giorni che ho in mano il libro di Capaldi e sono davvero emozionato nel leggere le 400 pagine che compongono il tutto. Dante è partito dal 1910 e ha percorso, con classe giornalistica invidiabile, tutti gli anni fino al 2012. Un susseguirsi di stupende immagini, di fatti calcistici e di cifre, riflessioni tecniche e tattiche, personaggi, aneddoti… Un susseguirsi di emozioni che incantano il lettore.
Nelle dediche Dante Capaldi ha voluto ricordare che quest’anno ricorre il centenario della nascita di Albert Camus, Nobel della letteratura nel 1957, che ha giocato a calcio, nel ruolo di portiere e che gli ha fatto scrivere: “In definitiva le mie conoscenze più solide sulla morale e sui doveri degli uomini le devo proprio al gioco del calcio.” In grande evidenza, giornata dopo giornata, la stagione della promozione e del ritorno in Prima Divisione con l’artefice della rinascita: Corrado Chiodi.
Certo che i fatti odierni non deporrebbero a favore del calcio se non si fosse attenti a dividere il grano dal loglio. Un conto sono i tifosi e gli sportivi ed un altro i delinquenti che stanno “utilizzando” gli stadi per i loro loschi fini. Ma la parte sana della tifoseria saprà allontanarli.
Il volume, edito con i tipi dell’editrice APE, ha avuto l’onore della presentazione di Giampaolo Arduini, già assessore allo sport all’Aquila,, la prefazione del professore Carlo De Matteis, dell’Università degli studi di L’Aquila,, le presentazioni del dottor Massimo Cialente,sindaco di L’Aquila, e il saluto dell’assessore allo sport dell’Aquila Emanuela Iorio.
Piergiorgio Fusco