IL RAGIONIER SEBASTIANI CONTINUA A MENTIRE
07/11/2013

Cogliendo l’occasione di un microfono messogli ad arte davanti, il ragionier Sebastiani ha spostato l’attenzione dei più dalla disastrata situazione di classifica attuale, un punto per ogni gara giocata, come dire, media play out, attaccando Bergodi su dichiarazioni che Bergodi non ha mai fatto.
Lo spesso personaggio che gli reggeva il microfono, sa perfettamente che Bergodi, ogni volta che hanno cercato di fargli dire qualcosa sulla vicenda pescarese, ha sempre evitato di farlo ribadendo sempre, con decisione, “Di questo non desidero parlare”.
Per rispetto della verità, come dovrebbe fare ogni buon cronista, sono andato a rileggere e a risentire tutte le dichiarazioni di Bergodi, anche quelle pubblicate sul sito ufficiale del Brescia e, sempre, dico sempre, Bergodi non ha voluto rilasciare dichiarazioni sulle motivazioni che lo hanno portato a lasciare la panchine del Pescara.
Ma il ragioniere, furbescamente, invece di dirci come e perché questa Ferrari non romba, rompe continuando a mentire.
Ma perché continua a mentire?
I motivi sono i più diversi da come si può intuire dalle molteplicità di tipi di menzogne, in questo caso ogni motivo è valido per far ricorso alla menzogna.
La menzogna è considerata dai più, un mezzo utile e molto più vantaggioso per poter arrivare a certi obietti rispetto a metodi sinceri e onesti.
Essa viene anche spesso usata da quelle persone che hanno a cuore la propria immagine sociale e quindi tentano di mantenerla elevata e sempre positiva. Di conseguenza si possono individuare tre principali motivazioni per cui si fa ricorso alla menzogna: per ottenere benefici personali; per proteggere gli altri; per danneggiare gli altri.
La prima motivazione fa riferimento alle menzogne egoistiche e porta alla messa in atto di una
condotta tesa a ottenere vantaggi personali, come migliorare l’immagine di sé e aumentare
l’autostima.
Ultima motivazione vede la menzogna come atto per recare danno agli altri e vedere in questo
danno una possibile condizione per un vantaggio personale futuro.
Questa motivazione a mentire richiede una raffinata capacità di manipolazione e il ragionier Sebastiani in questi ultimi due anni ci ha dato ampie manifestazioni di manipolazioni. Ma è stato scoperto tanto che i tifosi lo hanno ribattezzato “Pinocchio”.
A livello delle divinità antiche il protettore dei bugiardi era Ermes, il messaggero degli dei, la guida delle anime nel mondo infero.
Per Hillman, Ermes è inoltre l'immagine più calzante della molteplicità di prospettive, del «vedere in trasparenza», dell'aver - cura soprattutto di se stessi. Egli è il divino imprenditore, un mediatore, un intermediario senza etica e senza malizia.Non ha valori propri, né è interessato alla sostanza delle cose. Gli piace concludere affari, condurre il gioco, mostrarsi intelligente. Ama il procedere e il paradosso, i trucchi e i rischi. Egli ha molte facce, è ambiguo, è l'amico di tutti.
Nelle interviste chiama per nome i giornalisti, dà del tu a tutti. Il suo periodare nelle interviste risulta conciso e sintetico, spesso incompleto. Gli enunciati sono frequentemente brevi, privi di soggetto e con predicato sottinteso, con un numero totale di parole alquanto limitato, con un numero più elevato di pause, con sospensioni complessivamente più lunghe e con presenza di tempi di latenza superiori nelle risposte.
Le bugie, però, hanno le gambe corte e non soltanto il naso lungo. E i paggetti di turno, riprendendolo in primo piano, gli stanno facendo del male e non se ne accorgono, perché danno la possibilità di analizzare gli occhi e la bocca del ragioniere e, quindi, secondo le teorie della fisiognomica, vedere tutte le volte che mente e, sinceramente, sono troppe.
Gianni Lussoso