NECESSITÀ DI RITROVARE GLI EQUILIBRI (DI GIANNI LUSSOSO)
04/11/2013

In queste settimane, se mi guardo attorno, vedo rapporti squilibrati tra il presidente del Pescara e alcuni suoi collaboratori, tra la dirigenza e i tifosi, tra i tifosi e i giornalisti e tra giornalisti delle diverse testate, e tra i vari reparti della squadra.
Il ragionier Sebastiani dà l’idea di uno che ha paura anche della sua ombra e vede nemici dappertutto, anche tra quelli che l’hanno aiutato nella scalata sociale. La società del Pescara non ha il giusto equilibrio nel tenere i rapporti con una tifoseria appassionata ed entusiasta che è stata vilipesa, sfruttata e considerata come dei clienti ai quali appioppare la “sola”. I tifosi, delusi da alcune trasmissioni televisive e da atteggiamenti servili di alcuni conduttori, che pure avrebbero dovuto, e potuto, dimostrare maggiore autonomia di pensiero, fanno di tutt’erbe un fascio e danno dei “giornalai” a tutti coloro che fanno questo mestiere anche di professione e da molti anni. Tra i giornalisti, poi, c’è un continuo guardarsi in cagnesco con atteggiamenti puerili che portano alcuni a cercare di dimostrare l’indimostrabile, solo per andare contro il pensiero espresso da chi è fuori della loro portata professionale e culturale.
Per ultimo mi sono lasciato lo “squilibrio” esistente tra i vari reparti: una formazione che propone uno dei migliori attacchi del torneo ed una difesa che è tra i peggiori, di certo non ha equilibrio tecnico tattico. Colpa di chi ha messo su “una coperta corta” o di chi questa coperta usa?
Ci metto anche il signor Repetto che è partito con il dire pubblicamente che quest’anno il Pescara doveva rompere il c… a tutti e invece, ce lo stanno facendo “quadrato”…
E’ necessario ritrovare gli equilibri nei vari settori su esposti se vogliamo vivere meglio..
Migliorare la propria vita significa cercare il benessere e l’equilibrio in modo attivo e consapevole senza aspettare che altri facciano al posto nostro ciò che noi possiamo fare ogni giorno.
Creare un armonico equilibrio tra sé e l’altro rappresenta un nuovo passo verso il consolidamento dell’equilibrio: il presidente faccia il suo lavoro, lasci spazio ai tecnici preposti a certe funzioni e, se non li ritieni capaci, li licenzi e prenda altri al loro posto. Rispetti i tifosi e questi rispettino i giornalisti o facciano i giusti “distinguo”.
Oggi più che nel passato la persona ha bisogno di strumenti per debellare in breve tempo e a costi sostenibili i cattivi comportamenti quotidiani, nemici dell’equilibrio psicofisico e della gestione dell’affettività e delle relazioni.
La persona equilibrata si avvale di idee e metodi che la aiutino concretamente ad affrontare nel quotidiano i bisogni e i disagi, a vivere e gestire le relazioni e i legami.
Poter usare strumenti semplici alla portata di tutti, acquisire formule semplici e accessibili che non scoraggiano l’autostima ma che portano al raggiungimento di piccoli e costanti risultati. Viviamo in un’epoca in cui a tutti i livelli e in tutte le situazioni ci viene richiesta un’affinata capacità di riflessione, decisione e azione.
Siamo sollecitati a trovare soluzioni efficaci e adeguate in tempi sempre più rapidi, a trovare soluzioni velocemente, a riconoscere e gestire con abilità cambiamenti di contesto e di relazioni.
Oggi non soltanto è utile consolidare il senso di sicurezza di sé, ma anche recuperare la capacità di relazione con l’altro.
Il segreto dell’equilibrio e del buon vivere è armonizzare la cura di sé con la relazione con l’altro.
La nostra esistenza deve essere intrisa di capacità di amore, di rispetto, di educazione, di voglia di collaborare con gli altri; deve contemplare l’efficacia nella comunicazione (aspetto di cui difetta molto la Pescara Calcio e la signorina Federica Rogato dovrebbe darsi una calmata e capire che fare l’addetto stampa di una società calcistica è ben altra cosa rispetto al suo modo di agire), deve essere alimentata da spirito di collaborazione ed empatia, spinta a perseguire il benessere personale e della relazione tra società sportiva, tifosi e “tutti” i giornalisti, non solo quelli che fanno da “tappetino”.
Gianni Lussoso