GLI OTTANTA E PIU' ANNI DI TOTO' BEVILACQUA DI DANTE CAPALDI
21/10/2013

A Pescara lo conoscono e lo chiamano tutti Totò...
Ma il suo vero nome, all'anagrafe di Torre dei Nolfi, dove è registrata la data della sua nascita, è Adalgiso.
Un personaggio d'altri tempi :per umanità, disponibilità, altruismo.
Quando si dice di uno che viene dalla gavetta... Ecco, Totò è uno di questi.
Ha un background - come dicono gli anglosassoni- di primo livello.
Sempre disponibile, sempre sorridente, sempre pronto, anche di domenica se hai un problema con la tua bici che ti ha venduto o che gli porti a riparare. Nel suo negozio di Pescara, in Viale Bovio, Totò è un vero Patriarca.
Un Patriarca delle due ruote, visto che nel capoluogo adriatico si è trasferito dal lontano 1951, cioè oltre sessantanni fa.
Quello che lascia incantato della sua storia di vita è che già all'età di 14 anni correva con una bici dell'epoca e lo ha fatto sino a 19 anni, difendendo i colori del'' Dopolavoro Sulmona ''e poi per trasferirsi a Pescara che lo sponsorizzò con un Bar dell'epoca.
-Come si allenava ai suoi tempi?
-Mi alzavo la mattina presto e con la luce della luna che illuminava la strada, percorrevo decine e decine di chilometri.
-I suoi successi dell'epoca?-
Ho vinto tantissime corse e un Campionato regionale abruzzese...
-I Campioni del suo periodo li ha conosciuti da vicino?
-Si, sono stato amico di Bartali, Coppi, Taccone e di tutti i veri campioni dell'epoca. Un'epoca dove si correva con spirito battagliero e gli atleti erano puri nel vero senso della parola. Ci sosteneva la passione e il duro lavoro. Si sudava davvero. E i compensi non esistevano. Solo medaglie morali.
-Il Ciclismo negli ultimi tempi è passato dalla cronache sportive a quelle della cronava nera. Che ne pensa?...
-Purtroppo le regole non sono state più rispettate da chi ha ''bluffato '' pensando di vincere ricorrendo a dei trucchi e facendosi del male a danno della propria salute...
-Lei ha conosciuto, ho sentito parlare di droga?
No. Che cos'è? Mi hanno detto che è una polvere che serve per alterare le prestazioni atletiche... Ma io dico: se vinci con queste formule false dove pensi di arrivare?. E non hai un rimorso di coscienza pensando che hai vinto una gara usando l'inganno? E gli effetti nocivi per la salute? Ad esempio, oggi un Amstrong, come si sente? Non avverte il tormento dentro per aver barato con se stesso e con gli altri? E che figura con i suoi ex tifosi?
-Un augurio e una speranza..?
-L'augurio è che il ciclismo torni pulito come quello di un tempo, del mio tempo... senza bluff... La speranza è quella che i giovani vadano sempre più in bicicletta che reputo lo sport più completo e bello tra i tanti che esistono.In una corsa,in una gara,o in una passeggiata dove il vento ti accarezza la faccia senti un' ebbrezza di vita vera.E avverti la gioia di vivere.Non penso che sia vera l'idea della ''solitudine del ciclista''. Il ciclista non è mai solo...
E' in sintonia sempre con la sua bicicletta che è la vera compagna di vita...
-Ha sentito di Bartali che è stato ricordato, di recente, per aver salvato durante l'ultima guerra tanti ebrei?
-Si. Una di quelle belle notizie che ti riconciliano con la vita e con lo sport.
Per il ciclismo è stata una'' flebo'' meravigliosa... Ecco un esempio vero e concreto per i giovani. Un testamento vivo lasciato da un grande Campione delle due ruote. Che ha fatto di tutto per non mettere in evidenza questo aspetto riservato della sua personalità...
-Che ricorda di Bartali e delle sue battute toscane ad effetto?
-Beh! quella che diceva : ''l'è tutto sbagliato, l'è tutto da rifare''!
-E aveva ragione?
-Si. Soprattutto quando ha dato un suo seguito a questa sua massima allorché ha sentenziato:''Ma ora non c'è più neppure il tempo per farlo''!