TRA EQUIVOCI E ALIBI SERVIZIO DI GIANNI LUSSOSO
14/10/2013

Ragionier Sebastiani, è indubbio che lei e noi tifosi pescaresi (le parlo da tifoso e non da giornalista perché, in quanto tale, non dovrei sentire dispiacere ma soltanto analizzare asetticamente la situazione), siamo oggi in un mare di dispiaceri dopo la sconfitta subita, e immeritata, a Palermo
Lei sa che ciò che ci fa uscire dai dispiaceri è smettere di pensare ossessivamente a noi stessi, smettere di volere per forza questo e quello, smettere di recriminare sul passato che non può cambiare, e soprattutto smettere di addossare la colpa agli altri assumendoci una buona volta la nostra… responsabilità!
Lei sa anche che una personalità debole ha orrore del cambiamento, non vuole vedere la realtà, non vuole riconoscere i propri errori e i propri limiti, insomma rifiuta di assumersi le proprie responsabilità.
Ma sappia che la scorciatoia sicura ed efficace per eliminare rapidamente i nostri difetti e correggere i nostri errori è sapersi assumere le proprie responsabilità e lei ne ha tante da assumersi: Ha preso un allenatore con delle caratteristiche professionali ben note e ha pensato di poter fare un campionato di vertice senza fare acquisti mirati per il gioco di Marino e gli ha lasciato, come da lui detto, una “coperta corta”.
Ha venduto due elementi importanti del centrocampo senza prendere le giuste alternative, nonostante le promesse pubblicamente fatte.
Ha fatto mosse importanti sul mercato fidandosi della sua capacità di manovratore finanziario presumendo di poter fare meglio dei professionisti e ha relegato un competente come Repetto al ruolo di ombrello parafulmine. E i suoi acquisti sono indirizzati ai suoi guadagni e non al rafforzamento tecnico della squadra.
Continua a essere troppo presente, denunciando un amore smodato per la visibilità televisiva, e trovandosi spesso a fare consumo di parole che la costringono a fare la figura del bugiardo con i suoi “Clienti”.
Continua a non capire che un presidente che si rispetti non fa le passerelle del sabato sera e non si pavoneggia nei salotti televisivi ma fa il suo lavoro di sostanza lasciando ad altri interpreti societari queste funzioni, del resto ha un direttore generale, un direttore, sportivo e un addetto stampa.
Nel corso di queste sue estemporanee passerelle, invece di riconoscere i suoi errori, subdolamente sta cercando di spostare le ire dei “Clienti – tifosi” sul Mister che non utilizza un paio di ragazzotti da lei presi con fini ben precisati prima.
Ha fatto l’errore, e persiste, di dequalificare l’opera di alcuni giornalisti e di alcune rubriche di successo portandoli a essere i portavoce ufficiali della sua attività gestionale senza capire che nella libertà e nella pluralità della informazione sta anche il suo successo di immagine.
E’ vero che a Palermo il Pescara avrebbe meritato, forse, anche di vincere, così com’è altrettanto vero che qualche altro punto ci è stato tolto strada facendo, ma è altrettanto vero che i cambi forzati hanno ancor più messo in evidenza la realtà della “coperta corta”.
Sono certo, e da tifoso voglio esserlo, che Marino (sempre che lei non riesca a delegittimarlo ancora di più) saprà trovare il modo di far crescere questa formazione in attesa di gennaio quando lei, necessariamente, dovrà tornare sul mercato in maniera costruttiva.
E, per favore, non crei altri alibi al suo comportamento e non giochi con gli equivoci per confondere le idee ai “Clienti” che, tolte alcune eccezioni che la seguono per interesse privato, hanno ben capito dove sono i suoi limiti di dirigente calcistico, che sono molto al di sotto dei suoi riconosciuti valori professionali in altri settori.
Gianni Lussoso