IN FUTURO TIFOSI NEL CDA DELLE SOCIETÀ DI CALCIO.
08/10/2013

Lunedì scorso 7 ottobre, si è tenuto a Roma un convegno organizzato dalla Lega Pro e dai Supporters in Campo per discutere i problemi di fondo che assillano le società di calcio e, dalla serie di discussioni, è stata elaborata e portata avanti con molto interesse l’idea di far entrare i tifosi nel CdA delle società calcistiche così come già avviene da tempo nelle più importanti società inglesi, tedesche e spagnole.
In Italia siamo in ritardo ma è necessario, è stato detto, colmare la distanza e provvedere in merito. I tifosi devono vivere dall’interno la società e capire e conoscere i reali problemi gestionali e, partecipando, aiutare i dirigenti a sostenere gli impegni necessari per far vivere al meglio le realtà calcistiche.
A Pescara, dopo aver risolto il problema della sopravvivenza del calcio biancazzurro, con il progetto che era stato creato e portato avanti da Peppe De Cecco, si era parlato con convinzione della necessità di far entrare nel CdA un rappresentante dei tifosi ma, dopo l’euforia dei primi momenti, date anche le situazioni di lotte intestine, che portarono all’allontanamento, voluto o forzato, di De Cecco, non se ne fece più niente.
Eppure, ad analizzare bene la questione calcio in Italia avere I tifosi all’interno del club sarà una svolta vitale.
E’ stato il direttore generale della Lega Pro, Francesco Ghirelli, a lanciare questa iniziativa che sarà accolta sicuramente a braccia aperte dai tifosi anche se ostacolato dai dirigenti padroni con scarsa propensione alla novità. Non solo tifosi nel CdA ma eliminare le barriere negli stadi.
Sarà dunque una rivoluzione nel nostro movimento calcistico.
Ghirelli vuole lavorare per portare il pubblico allo stadio ed eliminare su tutti i campi le barriere tra spettatori e terreno di gioco.
Insomma, l’obiettivo da raggiungere, sarà quello di rompere l’incomunicabilità tra tifosi e club. “Non dobbiamo inventare nulla di nuovo, dice Ghirelli, in Germania si è partiti nel 1992 con una simile operazione. Noi cominciamo in ritardo, ma si tratta di un intervento che attraverso l’azionariato popolare troverà risorse per le società e consentirà di inserire un tifoso all’interno dei cda.
I supporters devono conoscere le esigenze e i problemi del club dall’interno, per il bene di un calcio che deve tornare ad essere più umano”.
Insomma, la voglia di effettuare un cambiamento radicale c’è anche perché per tanti anni la situazione è stata stazionaria.
”Il calcio ha vissuto al di sopra delle sue reali possibilità per troppo tempo. E la situazione è venuta allo scoperto quando si è incrociata con la crisi economica che attraversa il paese, l’Europa e il mondo. Se un imprenditore non fa profitti con la sua azienda non può investire nel calcio, è semplice”.
Nella vicina Francia hanno chiaramente detto che è Auspicabile la presenza dei tifosi nella ''governance'' dei club di calcio. E' la sintesi del lavoro presentato in Francia alla Commissione per gli affari culturali e l'istruzione.
Presentata all'Assemblea Nazionale francese la relazione informativa con cui la Commissione per gli Affari Culturali e l'Istruzione raccomanda il coinvolgimento dei tifosi nella governance dei club di calcio attraverso la partecipazione azionaria al capitale delle società e alla nomina di consiglieri di amministrazione nel board dirigenziale.
Il seme lanciato da Peppe De Cecco, ora sostenuto anche da Ghirelli, sarà raccolto dal ragionier Sebastiani?
Qualche timore ce l’abbiamo visto finora il carattere messo in evidenza dal presidente biancazzurro che gestisce le cose societarie come cosa propria.
Ma anche lui dovrà rendersi conto di questa necessità e dare spazio ai tifosi che non sono solo clienti da sfruttare ma una risorsa insostituibile per il futuro del calcio.
Per fortuna appare evidente che all’interno della società ci sono alcuni soci benpensanti che sarebbero disponibili ad aprire il dialogo e sarebbe anche opportuno conoscere le reali forze che rappresentano il calcio pescarese considerando che ci sono dei soci, vedi il Marchese Fezia, che ha una quota ufficialmente valida ma che, di fatto, è stato messo in “quarantena”.
Termino, affermando che il presidente della Pescara Calcio deve dimostrare maggiore trasparenza, eliminare gli atteggiamenti istrionici e arroganti, cancellare la politica dei figli e dei figliastri, imparare che sta gestendo non una sua ditta privata ma che gestisce una società che è della città e dei suoi tifosi e imparare a considerare che chi critica non è un suo nemico personale: infatti del signor Sebastiani non abbiamo interesse alcuno, del ragionier Sebastiani, presidente della nostra società calcistica, abbiamo tutte le attenzioni professionali necessarie affinché non strumentalizzi la società per i suoi fini personali ma per il bene dei colori biancazzurri.
Gianni Lussoso