DELLA NECESSITÀ DI MORDERSI LA LINGUA
26/09/2013


“Un cristiano, prima di chiacchierare deve mordersi la lingua”. L’ha affermato Papa Francesco all’Udienza Generale del 25 settembre scorso. Ma anche alcuni dirigenti della Pescara calcio dovrebbero farlo, cattolici o meno che siano.
Quando il ragionier Sebastiani, nella sua qualità di presidente del Delfino, si lascia andare al turpiloquio e alle offese gratuite verso chi l’ha criticato, dovrebbe ben capire che un conto è il signor Sebastiani, di cui a molti, compreso lo scrivente, non gliene importa nulla, e un altro è il ragionier Sebastiani, presidente di una società di calcio che è rappresentativa per la città di Pescara nel mondo sportivo.
Questi piccoli uomini che credono di aver salito i gradini delle scale che portano al paradiso sociale, solo in virtù di un ruolo importante nel calcio, dovrebbero mordersi la lingua e non sproloquiare, riflettendo bene sul significato e sui significanti delle parole che usano, troppo spesso a sproposito, frutto, questo, di una cultura approssimativa.
Nessuno, in verità, si permette di giudicare il ragioniere per i suoi trascorsi o per i suoi presenti, che sono al di fuori della realtà calcistica.
Dire, però, che il ragioniere si è ritrovato su un piatto d’argento la Serie A e che l’ha distrutta nel giro di pochi mesi, centrando tutti record negativi, non significa voler offendere la sua persona ma la sua gestione calcistica.
Dire che aveva promesso di lasciare ai competenti le mosse di mercato, e che invece ha fatto tutte le operazioni importanti, pretendendo di portare a Pescara, non giocatori utili al tecnico, ma utili ai fini del mercato prossimo futuro. Evidenziare che antepone gli interessi economici a quelli sportivi, non significa offendere il signor Sebastiani, ma precisare ciò che fa il presidente.
Anche Repetto avrebbe dovuto mordersi la lingua e non dire che avremmo rotto il “popò” (lui è stato più diretto) a tutti. I risultati dicono che non è stato rotto a tutti…
Anche tra i giornalisti, qualcuno avrebbe dovuto mordersi la lingua, e farlo anche oggi, considerando che oggetto del loro lavoro di commento non è quello proposto dai risultati del campo, ma quello di andare contro il pensiero di un altro che la pensa in maniera diversa dal suo e da quello del protettore di turno.
Come si fa a non parteggiare per quei tifosi che si sentono traditi dal ragioniere?
Vedono la loro squadra, che avrebbe dovuto rompere…a tutti, che si trova, invece, in una situazione che non è, per la verità, irrisolvibile ma è pari alla metà del valore (punti in classifica) del Lanciano.
Non c’è vera logica in questo sentirsi offesi dal fatto che il Lanciano stia in seconda posizione in classifica ma i tifosi ci soffrono e debbono essere capiti.
A guardare con occhio sereno la situazione della Pescara Calcio diciamo che ci sono tutti i presupposti per riprendersi: il campionato è lungo, il mister non è scarso (anche se il presidente trova sempre motivo per dissociarsi dalle sue scelte tecniche) e la squadra, a ranghi completi, dovrebbe dare di più e poi ci sono i soldini messi da parte che potrebbero essere, in parte, investiti a gennaio.
A proposito, quando si parla di soldi, il ragioniere sembra che sbavi e il taglio della bocca diventa ancora più pendulo e la smorfia ancora più espressiva. Non è che ci si permette di fare i conti in tasca al signor Sebastiani, ma il ragioniere deve dire con chiarezza quali sono state le entrate, quali le uscite, quali i bonus accreditati, le funzioni dei vari personaggi chiamati in causa tipo Mesa: “Carneade chi era costui” ruminava don Abbondio.
Di domande ne sono state fatte tante al ragioniere, di risposte arrivate, nulla o quasi. Il signor Sebastiani ha tutto il diretto di tacere. Il ragioniere, invece, no.
Gianni Lussoso