LE DUE ANIME DEL DELFINO PESCARA CALCIO.
20/09/2013

Per deformazione professionale sono un attento osservatore delle azioni e del modo di proporsi delle persone di cui mi devo interessare per il mio lavoro giornalistico. Analizzando i comportamenti dei dirigenti della Pescara Calcio ho notato con chiarezza le due anime che contraddistinguono due dei personaggi più importanti: Il presidente Sebastiani e l’AD Iannascoli.
Il primo votato al business senz’anima, proiettato e spinto solo dall’idea di fare affari, soldi, sfruttare le plusvalenze, le varie possibilità che offre, oggi, il mercato calcistico a chi “ci sa fare” in contrasto pieno con i presidenti mecenati che hanno investito soldi propri nella gestione della società calcistica.
Il secondo spinto dalla passione, dalla voglia di far apparire sempre meglio il Pescara, di conquistare i tifosi.
Mentre il primo si preoccupa di spremere i Clienti, il secondo tenta di conquistarli con la simpatia con le operazioni di “merchandising”.
Il primo, senza peli sullo stomaco, fa operazioni con Raiola, con gli operatori del mercato calcistico, anche quelli più chiacchierati, acquista e prende giocatori anche per il solo fatto di poter lucrare sui premi di preparazione e il secondo che si preoccupa di istruire gli steward perché siano sempre affabili e gentili con i “clienti” di Sebastiani, di avere un autobus griffato che presenti sempre meglio il Delfino Pescara agli occhi degli estranei e che spinge e riesce, probabilmente a breve,di riportare la sede della società in Pescara anche per favorire i rapporti con i tifosi, come li vede lui, o con i clienti, come li vede il ragioniere.
Ed ecco le due anime ben precise e delineate: da una parte il ghiaccio degli affari, dall’altra il fuoco della passione.
Domanda: Ghiaccio e fuoco potranno condividere a lungo?
Per conoscere i miei personaggi, oltre che della mia esperienza ultra cinquantennale, mi rivolgo ad altre persone e chiedo, parlo, commento e senza che ciò appaia evidente, registro, sistemo, incasello le varie espressioni e riesco a farmi una idea.
Il responso non sarebbe favorevole al fuoco anche se, per legge fisica, il fuoco dovrebbe prevalere sul ghiaccio. Ma c’è una componente ulteriore da considerare: la ferocia.
La ferocia di chi parte dal nulla e vuol diventare qualcuno importante. Gli imprenditori hanno successo grazie alla loro capacità di stringere relazioni interpersonali basate sull’emotività e quale mondo più del calcio offre relazioni importanti e emotività, altrui, da sfruttare per i propri fini?
Qualcuno dice che sono il nemico di Sebastiani. Nulla di più assurdo e di più lontano dalla verità. Personalmente, il ragionier Sebastiani lo ammiro per questa sua ferocia nel cercare di arrivare alla vetta della montagna sociale che ha deciso di scalare.
Non ammiro, invece, il presidente del Delfino che, senza alcun rimorso, pone in essere strategie utili per la sua “escalation” fregandosene dei tifosi e dei loro “desiderata”.
Ecco perché, da lontano, mi sento di pendere a favore di Iannascoli, il tifoso, piuttosto che per il glaciale ragioniere.
Continuo la mia osservazione e in busta chiusa ho messo il nome di chi, alla fine, avrà il premio dei tifosi. Vi prometto che vi spiegherò anche questo e, con estrema correttezza, vi dirò se ho visto giusto o meno. Di certo ho la sensazione che sto alimentando la caccia ai fantasmi del ragioniere.
Gianni Lussoso