RIFLESSIONI SULLA STUPIDITÀ E SULL’ARROGANZA
17/09/2013

Ciò che sta accadendo a Pescara, tra i tifosi, alcuni giornalisti e il presidente Sebastiani, mi induce a fare delle riflessioni.
Cerco, contrariamente a quanto dicono per la loro attività alcuni che fanno il mio lavoro, di seguire le trasmissioni altrui, cercando di ascoltare cose da imparare; di leggere i pensieri dei tifosi; di ascoltare le dichiarazioni dei dirigenti. Ebbene tutto mi conferma che il potere della stupidità è così insidioso che si può manifestare anche quando si tenta di correggerlo o si crede di approfittare della stupidità altrui.
Mi piace la critica perché conferma che il settore è vivo, interessa, è pulsante. Sarebbe una iattura per il calcio se non si creassero queste correnti di condivisione e di dissidio.
Però, uno degli aspetti di questo problema è che la critica può essere ancora più stupida delle stupidaggini che vuole criticare. È un fatto evidente nei dibattiti sportivi ma è ricorrente anche in molte altre circostanze.
La critica è importante, è necessaria, è una condizione indispensabile di libertà e di sviluppo della conoscenza. Ognuno ha il diritto di criticare come vuole. A chi è criticato conviene ascoltare, capire, imparare. Se ha sbagliato, ha un’occasione per correggersi. Se dice o fa cose che considera giuste, ma non sono capite, ha uno stimolo a cercare di spiegarsi meglio.
Chi si considera immune da ogni critica, o “superiore” a chiunque “si permette” di non essere d’accordo, non è solo arrogante. È anche stupido.
Essere criticati non è una sofferenza, né un segnale di debolezza. Se tutti sembrano essere d’accordo con ciò che facciamo o diciamo, abbiamo motivo di preoccuparci. O siamo così banali da trovare un facile consenso, o stiamo ascoltando solo chi ci è favorevole.
Uno degli esercizi fondamentali per tenere in funzione la mente è mettere continuamente alla prova le nostre convinzioni e opinioni, le cose che “crediamo di sapere” ma potremmo capire meglio.
Dobbiamo, quindi, considerare la critica sempre intelligente, utile, educativa?
Purtroppo no.
Leggiamo e ascoltiamo molte critiche, su ogni sorta di argomenti, che non solo non ci aiutano a capire, ma confondono anche cose che sarebbero chiare se qualcuno non si dedicasse all’arte perversa di renderle meno comprensibili.
La critica, naturalmente, non è sempre negativa. Il compito di un critico è anche “dire bene” di ciò che considera apprezzabile.
L’elogio può essere stupido quanto il dissenso.
La critica può essere irritante, ma è ancora peggio avere consensi sciocchi o superficiali applausi da claque. Al ragioniere piacciono i treppiedi umani e i reggitori di microfono perché il nostro presidente non accetta le critiche.
Il cronista che si permette di farlo è un nemico della Pescara calcio. Lui non ascolta, si bea delle referenze che propongono i suoi lacchè, va avanti per la sua strada come un rullo compressore dicendo “State sereni perché quello che faccio io è la cosa migliore che poteva essere fatta”.
Insomma, detto in parole povere il ragionier Sebastiani è un arrogante.
Affermando questo, alcuni suoi personali estimatori, dicono che il ragioniere Sebastiani è il mio nemico numero uno.
Oddio, personalmente non ho mai frequentato il ragionier Sebastiani, quindi, non ci sono i presupposti materiali per la “inimicizia”.
A questi signori, però, non viene in mente che l’arroganza merita di essere criticata e derisa.
E’ vero che questo mio atteggiamento mi porta ad avere delle “restrizioni” da parte della società sportiva biancazzurra ma è meglio avere il coraggio delle proprie opinioni, dire con chiarezza ciò che si pensa, specialmente quando si hanno le basi per conoscere bene l’argomento.
Le “conversazioni da bar dello sport” possono divertire, o fare arrabbiare i tifosi, ma non aumentano di un milligrammo la capacità di capire.
Sono consapevole del fatto che la critica espressa dai tifosi sui loro “muri” non ha l’obbligo di essere “obiettiva”. È inevitabile, e può essere utile, che ci siano atteggiamenti e posizioni diverse. Ma cerchiamo di ricordarci che nessuno è mai “onnisciente” e che un granello di conoscenza, o l’utile nascita di un dubbio, può venire anche da opinioni o affermazioni che, a prima vista, ci sembrano completamente stupide. Detto questo, mi auguro che i tifosi continuino a criticare e a far sentire la loro voce, anche per aiutare chi non vuol sentire a crescere e a migliorarsi; mi auguro che alcuni degli addetti ai lavori si ricordino del Decalogo del giornalista sportivo che, tra l’altro, detta: Il giornalista sportivo non realizza articoli o servizi che possano procurare profitti personali;
rifiuta e non sollecita per sé o per altri trattamenti di favore. Il giornalista sportivo rifiuta rimborsi spese, viaggi, vacanze o elargizioni varie da enti, società, dirigenti.
A conclusione, vorrei dire che sempre, nella Pescara Calcio del dopo “Buco Nero”, si è parlato di rotazione delle cariche.
Per il bene della stessa società, visti i rapporti così “inquinati” tra il ragionier Sebastiani e la tifoseria, non si potrebbe realizzare quella ventilata “Rotazione” e lasciare il ragioniere a interessarsi di ciò che sa fare bene, cioè curare l’aspetto finanziario e lasciare il rapporto con la tifoseria e chi meglio saprebbe rappresentare la società e lasciare ai tecnici preposti e competenti le manovre di mercato?
Gianni Lussoso