LETTERA APERTA AI TIFOSI BIANCAZZURRI DEI “MURI”.
15/09/2013

Sono sempre più fermamente convinto che la fortuna del calcio sia questa capacità dei tifosi nostrani, di qualsiasi cultura e levatura sociale, di ritenersi idonei a parlare e commentare i fatti calcistici a tutti i livelli (tecnico - tattico – organizzativo) come non accade nemmeno nei paesi anglosassoni, che il calcio lo hanno inventato, e in cui ho fatto molte esperienze giornalistiche. Questa capacità di entrare a piedi uniti nei commenti sportivi, a volte disprezzando chi non la pensa come loro, e spesso anche chi del commento sportivo fa la sua professione da anni, dopo aver seguito e proseguito, studi specifici per meglio conoscere i problemi inerenti il calcio.
Confermo che, anche se mi danno fastidio gli attacchi verbali scomposti, questa voglia di partecipare all’esame dialettico delle vicende sportive, è un fattore estremamente positivo. Certo, lo sarebbe ancora di più se si rispettasse il pensiero altrui, anche se difforme dal proprio, e se si utilizzassero i vari “Muri” per far capire il proprio pensiero, per esporlo e renderlo vivacemente efficace per meglio visualizzare gli aspetti societari.
Molti confondono la libertà di espressione con quella dell’ingiuria e della cattiveria gratuita ma, per fortuna, i risultati stessi, poi, mettono in chiaro le varie posizioni e bocciano gli atteggiamenti astiosi e scurrili.
Detto questo, chiarisco alcune mie posizioni, espresse nei vari interventi televisivi e a mezzo stampa, per tentare di stemperare certi atteggiamenti che alcuni tifosi, pochissimi per la verità, hanno preso nei miei confronti. Ho letto di tanti che mi riconosco la bontà dei miei giudizi, giornalisticamente espressi, e li ringrazio, ma come il buon pastore che va a cercare l’unica pecora smarrita e si compiace con se stesso e invita gli amici a gioire con lui quando l’ha ritrovata, cerco di parlare con il cuore in mano alla mia “pecora smarrita del muro” che mi accusa di essere il nemico numero uno di Sebastiani e un gufo per il Pescara.
Dati la mia età e i tantissimi anni di professione giornalistica, ho imparato a non esaltarmi quando mi dicono bravo, né a deprimermi se dicono il contrario. Cerco sempre, e soltanto, di fare con onestà il mio lavoro che, oltretutto, mi ha portato a pubblicare finora (ma non smetterò) trentadue volumi sul calcio in generale e quello pescarese in particolare (e nessun giornalista abruzzese ha mai fatto tanto).
Non accetto di essere considerato nemico di Sebastiani perché, come uomo, non lo conosco e l’ho incontrato solo in alcune trasmissioni televisive e, quindi, non ci sono i motivi per essergli nemico. Come presidente della Pescara calcio gli ho rimproverato cose che anche voi tifosi in grande numero gli rimproverate… Siete tutti nemici di Sebastiani uomo, o critici nei riguardi di Sebastiani presidente? Il ragionier Sebastiani è un uomo pubblico, il presidente della società sportiva più importante della provincia pescarese, quindi sa che deve sottostare a certi “controlli” e a certi “commenti”.
Quando esprimo giudizi sulla realtà biancazzurra espressa dal campo, sono un professionista (che da anni studia il calcio) pagato per esprimere giudizi sul rendimento della squadra e dei suoi uomini, e non può essere mia la colpa degli errori che metto in evidenza, così come non è colpa del termometro che mette in evidenza lo stato febbrile del “malato”.
Spesso ho detto che ho pochissimi colleghi e molti che fanno il mio lavoro. L’ho detto e lo ribadisco, anche se mi fa male. Perché alcuni di quelli che fanno il mio lavoro hanno scelto di farlo non da professionisti, scontrandosi con tutte le realtà positive e negative del lavoro di informazione, ma da “comodi intermediari” trovando più facile appoggiarsi al potente di turno (Sebastiani o chi per lui) per avere facilitazioni nell’avere informazioni, aiuti, e vantaggi sotto qualsiasi forma.
Comunque ognuno è libero di fare le sue scelte e di lavorare secondo i suoi personali criteri.
Ma, se da giornalista libero e sempre in posizione eretta, dico che il centrocampo del Pescara è stato indebolito, se dico che la campagna acquisti è stata condizionata dal presidente e che Repetto non ha avuto la piena libertà di azione, se dico che la difesa balbetta perché alcuni suoi componenti sono stati “frastornati” da voci di mercato inidonee, non significa che sono gufo, ma solo che dico quello che vedo e ho il coraggio di dirlo prima perché lo stesso coraggio mi porterebbe a dire, con franchezza, scusate, mi sono sbagliato.
Comunque, tifosi, continuate a scrivere e parlare del Pescara, perché così è certo che il Pescara vivrà sempre, evitate, se possibile, di farvi del male tra di voi perché la vostra divisione è la forza di chi comanda e sfrutta la vostra passione sportiva.
Gianni Lussoso