DOVEROSO RICORDARE FRANCO CONTI LO RICORDIAMO AL SINDACO DI PRATA D'ANSIDONIA
11/09/2013

E’ proprio vero, chi muore giace e chi vive, si dà pace. Questo pare sia lo slogan del sindaco di Prata D’Ansidonia che non ha inteso, finora, nemmeno rispondere ad una lettera ufficiale del giornalista e scrittore Dante Capaldi che gli chiedeva, e lo ricordiamo riportando integralmente la sua lettera spedita il 31/07/2013:
Egregio Sig. Sindaco,
con la presente Le chiedo di volersi cortesemente attivare, con l'Amministrazione Comunale da Lei presieduta, per avviare la relativa pratica che a nome e per conto di amici, colleghi, conoscenti e operatori culturali dell'Abruzzo mi pregio di sottoporre alla Sua attenzione.
La proposta riguarda l'intitolazione di una Strada o Piazza di Tussio - di Prata d'Ansidonia - al compianto scrittore poeta e musicista Franco CONTI che è scomparso l'8 agosto dello scorso anno e che risiedeva da vari anni a Tussio.
Certamente avrà conosciuto il Personaggio che tanto lustro ha dato al Comune di Prata d'Ansidonia con le Sue numerose attività culturali intraprese tra le quali giova ricordare ''il Premio Peltuinum''.
Franco Conti, nato a Firenze nel 1927, ha svolto la funzione di insegnante elementare a Capistrello, Tione degli Abruzzi, L'Aquila - Roio ha scritto numerosi volumi di poesie, di romanzi racconti e fiabe per ragazzi, dando sempre notevole impulso culturale alla scuola di Prata d'Ansidonia insieme alla Sua consorte - Sig ra Maria Bruno Conti, anch'essa docente - in modo particolare negli anni dal 1990 al 2002, periodo nel quale lo scrivente è stato Direttore Didattico di San Demetrio nei Vestini dalla cui Direzione dipendevano anche le Scuole di Prata d'Ansidonia.
Resto a Sua disposizione per ulteriori notizie, chiarimenti e delucidazioni.
La ringrazio sentitamente del Suo prezioso interessamento e resto in attesa di un Suo gradito riscontro
Cordiali saluti.

Prof Dante Capaldi - Via Gennario Finamore, 6 - 67100 L'AQUILA
attualmente domiciliato a Pescara, in Viale Bovio 188, avendo perso la propria abitazione in seguito al sisma del 6 aprile 2009 . tel cell 347 3076193

P.S. Tra le varie documentazioni da me salvate, in seguito al terremoto, c'è anche quella relativa del filmato da me fatto trasferire su dvd del tema dell'Emigrazione, che sotto la mia direzione, fu realizzato a Prata d'Andisonia dagli insegnanti del tempo con a capo il Maestro Paolo Lalli.
Il film, molto vivo ed attuale documenta luoghi caratteristici, strade, detti, personaggi di un Paese - Prata d'Ansidonia - che è entrato nella storia dell'Emigrazione.
Tale filmato fu premiato a Pratola Peligna ed ebbe un premio in danaro che gli stessi ragazzi del tempo utilizzarono per acquistare materiale didattico.
Ciò da me rappresentato potrebbe essere utilizzato nel contesto di qualche manifestazione richiamando per l'occasione i ragazzi che furono i veri protagonisti dei quel lavoro didattico-sociale.
Grazie.
Solo per quei pochissimi che non ricordassero la figura eccezionale e straordinaria di Franco Conti riportiamo un articolo a suo tempo pubblicato e firmato dallo stesso Capaldi:
Franco Conti ci ha lasciati per sempre fisicamente, anche se il ricordo della sua poliedrica personalità vivrà nel cuore dei tanti alunni a cui ha fatto scuola, da Capistrello a Tione degli Abruzzi, da Roio all'Aquila a Prata d'Ansidonia, e ai suoi tanti amici con i quali ha condiviso i momenti più belli di 86 anni di vita intensa e laboriosa.
Ha scritto molto. Tanti libri di poesie, di favole per i ragazzi, di romanzi e saggi dove emergeva sempre il suo tocco di pedagogo.
Delicato e sensibile, era un artista nel vero senso della parola. Anche nel campo musicale ebbe modo di mettersi in luce allorché partecipò nel 1958 al festival di San Remo con il motivo Nozze d'oro insieme a Enrico Canelli e Giorgio Cavalli, nell'anno in cui vinse Domenico Modugno con Nel blu dipinto di blu.
L'ultimo suo volume di liriche Poesie della quotidianità l'aveva licenziato alle stampe lo scorso mese di aprile. Franco si racconta nei propri vissuti e da essi traspare la gioia, la sofferenza, la ricerca del vero, dei fini ultimi dell'esistenza. Ce lo ha spedito nella nostra dimora pescarese con una dedica commovente, nonostante la malattia lo stesse divorando.
Da Mea progenies (poesie del 1949) sino alla Gioia delle parole (2011) è tutto un susseguirsi di creazioni poetiche che si sono concluse con le Poesie della quotidianità in cui mestizia, solitudine, misticismo, sono intensamente rappresentati dalle parole intrise di interiore poesia.
Tra i suoi romanzi ci piace ricordare Il Prigioniero, un lavoro che viaggia in parallelo con il Maestro di Vigevano di Lucio Mastronardi.
Aveva la passione anche per lo sport. Per il ciclismo e, soprattutto, per la marcia. Per un lungo periodo percorreva almeno 30 chilometri al giorno, in un'epoca in cui tanti erano refrattari verso questo nobile sport.
Scrisse un articolo sulla rivista da lui fondata, La Madia, in cui chiudeva l'editoriale con queste parole: ''Uomini, camminate, altrimenti il progresso vi ucciderà!''.
Addio, Franco, anche a nome di tutti i veri amici che ti sono stati vicini, ti hanno voluto bene e ti hanno seguito e sostenuto nelle tue fatiche letterarie.
Penso a Mario Narducci, Elio Peretti, Isabella Amari e tanti tanti altri, compresi i tanti allievi con in testa il dottor Lamberto Lusi.
Ti stiamo vedendo nei Campi Elisi dove ora sei andato a vivere con il sorriso bonario della foto che ti abbiamo scattato qualche tempo fa.
E ci piace terminare questo tuo ricordo pubblicando l'ultima poesia del tuo ultimo libro, nella speranza che tu possa contunuare a sorridere per l'eternità.
QUANDO
Quando l'anima è sazia di voci
ha bisogno di immani silenzi.
Disagi e sconforto endiadi
sono da dimenticare
come desidera che si sciolga la neve
e torni il prato verde
a far festa coi fiori
L'anima ha bisogno di errare
dove nè musi nè ostacoli l'imprigionino:
ha bisogno di spazio e di cielo
.Quando questo desiderio si avveri
può senza rimpianto congedarsi
dal pianeta Terra.

LE REAZIONI

PEZZOPANE: ''UNA PRESENZA IMMANENTE''
''Esprimo il più vivo cordoglio mio personale e di tutta l'amministrazione comunale per la scomparsa di Franco Conti. Professore, scrittore, poeta, saggista e appassionato di sport, ha dedicato la sua vita all'arte e alla cultura lasciando un'impronta indelebile''.
Lo afferma in una nota l'assessore alla Cultura al Comune dell'Aquila, Stefania Pezzopane.
''Con la sua scomparsa - ha aggiunto - la nostra Regione ha perso una delle più fervide intelligenze e una presenza immanente. Credo di interpretare, con il mio pensiero, quello dei suoi tanti amici con i quali ha condiviso i momenti più belli dei suoi 86 anni di vita intensa''.
Sindaco veda di trovare il tempo per rispondere a Dante Capaldi e a tutti coloro che hanno a cuore il ricordo di Franco Conti.