RIFLESSIONI DOPO LA PRIMA VERA PARTITA UFFICIALE.
12/08/2013

Ho sentito dei tifosi molto entusiasti, ho sentito dei tifosi molto critici perché l’avversario era di serie D, ho sentito dei tifosi “così così” perché non hanno capito se siamo scarsi o se si è trattato solo di una partita strana condizionata anche da una espulsione piuttosto ingenua di Rizzo e dalle assenze di alcune pedine importanti.
Orbene, considerando sempre che ogni partita fa storia a sé e che quindi non può essere considerata il parametro di una stagione ancora da giocare, fisso dei punti o parametri che considero importanti:
1- Il Pescara veniva da quattro partite giocate in un vortice di pochi giorni e da un preparazione intensa di un mese senza un vero riposo.
2- Di solito le formazioni cosiddette minori, s’impegnano molto di più di quelle presunte superiori.
3- Il Pescara ha sbagliato in misura considerevoli delle occasioni da rete e ciò mi fa pensare che, intanto è riuscito a crearsele quelle occasioni, e se poi non le ha finalizzate, la colpa poteva essere proprio addebitata alla stanchezza che ottenebra mente e muscoli.
4- Pur se siamo all’inizio della stagione, ho visto alcuni elementi (Ragusa, Maniero) già in buone condizioni.
5- Si nota che Marino ha delle idee che, una volta assimilate dai ragazzi, potranno dare frutti.
6- Necessità di definire con scelte precise il mercato: alcuni atleti devono dire chiaramente se sono dentro o fuori e, nello stesso tempo, la società dove fare gli acquisti (eventuali) azzeccati senza lasciarsi prendere dalla fregola dell’investimento per le plusvalenze.
Detto questo, credo che i tifosi facciano bene ad avere un po’ di pazienza e aspettino altre prove più indicative. E già sabato, Torino, potrebbe dire qualche cosa di più preciso. Per il resto tutto fila su binari tranquilli, anche se la mancata presenza sugli spalti di migliaia di tifosi conferma sempre più che Pescara ha uno zoccolo duro su cui contare di 4-5 mila tifosi e che il resto arriva con i risultati e lo spettacolo.
Le maglie sono gradevoli, anche se nel mio personale ricordo ci sono quelle a strisce verticali strette bianche e azzurre e mi danno ancora forti emozioni.
Gianni Lussoso