IL FATTO DEL GIORNO: L’ARRIVO DI SCULLI (G. LUSSOSO)
03/07/2013

Un presidente di una società di calcio che si trovasse nelle condizioni del Pescara, cioè dopo una retrocessione umiliante, subita mentre i tifosi gridavano il loro disappunto e lui diceva di stare sereni e ostentava tutta la sua sicumera, dovrebbe fare in modo di tornare a dialogare con gli stessi tifosi e farli innamorare della società, considerando che della squadra e dei suoi colori, lo saranno sempre.
Ora, dopo aver ceduto pezzi abbastanza importanti, dopo avere avuto la quasi certezza che il mercato regalerà altri introiti pesanti in termini di milioni di euro, il ragionier Sebastiani dovrebbe fare un atto di intelligenza e dare ascolto ai tifosi.
Essi non vogliono Sculli, e hanno anche dato le motivazioni, che sono molto serie e non trascurabili.
E’ stato rilevato che nello sport italiano ci sono strane commistioni tra persone con una lista di precedenti penali e l'ambiente calcistico e societario, non sarebbe più utile al ragioniere evitare di cadere in queste situazioni ambigue?
Il fatto che lui sia così “arrapato” di soldi da accettare qualsiasi operazione pur di guadagnare sulla base del fatto che i soldi non hanno odore e che quindi, provengano da operazioni sane o chiacchierate, non gliene frega più di tanto, non giustifica però il fatto sciocco di rimettersi di nuovo a fare il braccio di ferro con la tifoseria locale.
Che lui possa contare concretamente sulla tolleranza, e anche sulla arrendevolezza, di alcuni esponenti forti della Nord e del tifo organizzato, non può autorizzarlo a fare cose contrarie alla dignità e al rispetto dovuto alla tifoseria.
Già in altre occasioni, lo scorso anno, e con i risultati che tutti hanno ancora davanti agli occhi, il ragioniere si è lasciato andare ad esibizioni di forza condite di tracotanza, iattanza e “scostumatezza” nei confronti dei tifosi.
Il poter contare sulla docilità di certi “capi”, ammorbiditi in vario modo, e sulla bonarietà di alcuni rappresentanti della stampa locale, impegnati servilmente a conquistare il suo “sorriso”, non lo esime dall’impegno di gestire le cose societarie, non come fossero fatti personali, ma nel rispetto di una storia che, comunque, è di tutti ed è patrimonio della intera società pescarese, e non solo del suo gruppetto di amici uniti da forti rapporti di leasing.
La fortuna gli è stata amica, tanto amica da consentirgli di prendersi il merito di un progetto altrui, di essersi liberato di presenze scomode, senza colpo ferire; di avere introiti ultra milionari con poco merito personale; ma non dimentichi, il ragioniere, che non può tirare la corda all’infinito.
Il ragionier Sebastiani, convintosi di essere diventato grande, più grande di tutti i presidenti che lo hanno preceduto, crede di potersi permettere tutto, anche di non tener conto del giudizio dei tifosi. Si ricordi però che tutto è un inseguire il vento e che non c’è alcun vantaggio sotto il sole se manca di rispetto verso chi rappresenta il cuore e la sostanza di una società calcistica.
Gianni Lussoso