L'AQUILANO AURELIO CAPALDI AL MARACANÀ
01/07/2013

Dopo essermi goduto la partita dell’Italia e la conquista del terzo posto, anche se in verità meritavamo di disputare la finale, ho voluto vedere il Brasile contro la Spagna.
Con immensa gioia ho potuto vedermi in diretta la presentazione della gara fatta da un giornalista aquilano, Aurelio Capaldi.
Il giovane aquilano mi ha entusiasmato perché, con maestria, non si è limitato solo al fatto calcistico, ma ha saputo tratteggiare, con dovizia di particolari, senza esagerazioni, ma con i giusti toni, come un vero bravo giornalista sa fare, gli incidenti accaduti fuori del Maracanà e poi, dal punto di vista calcistico, ha ben ricordato le tantissime vittorie del Brasile in quello stadio, il più bello del mondo, che una volta conteneva ben 200 mila spettatori, ridotti, ora, soli 80 mila.
Il fatto sportivo, ancorché di valenza internazionale, è passato in secondo ordine e il mio pensiero è andato subito all’amico fraterno, e collega, Dante Capaldi, che ha visto il suo figliolo commentare dal Brasile e dal Maracanà, in diretta, un fatto sportivo mondiale.
I frutti non cadono lontani dagli alberi, e da un padre simile non poteva che venire un frutto così dolce e polposo.
Auguri di vero cuore a Dante, e un ad maiora (verso cose più grandi) ad un giovane talento che onora la professione giornalistica, l’Aquila e l’intero Abruzzo.
Gianni Lussoso