DOMENICA ALMENO APRITE LO STADIO, A L'AQUILA (DI FRANCO TACCIA)
11/06/2013

Domenica c'è la possibilita' per almeno 8.000 Aquilani di tornare anche per poco tempo a fare una cosa normale, senza
mediazioni di sorta, ne di organizzazioni umanitarie ne di organizzatori di ''mordi e fuggi'', tipo mega arrivi in citta' di centinaia di persone che alla fine tornano a casa loro senza che la gente de L'Aquila abbia fatto altro che vederli passare.
La partita di domenica è ben altro. E' l'occasione per tentare di credere di essere tornati indietro a mille anni fa' o forse piu', quando con lo Squinzano, IV serie, lo stadio si riempi' con oltre 8.000 persone (segno' Tarantelli, per la cronaca) o con il Palermo, qualche secolo dopo ma sempre mille anni fa', allorche' il comunale aveva gente anche sopra i pennoni delle bandiere (1 a 0 per noi con goal di Grossi, ex Perugia e Roma).
Mentre scrivo il GOS (gruppo operativo sicurezza) potrebbe anche aver deciso. Cosa? Se concedere l'ampliamento della capienza consentita a 3.999 persone fino a 5.000, che gia' costringerebbe tantissimi a starsene a casa, non la loro, ma quella fatta da Berlusconi (ma si, a via di sentirlo dire lo dico anch'io).
Questa non è solo una partita, è un piccolo passo verso la normalita'.
Non cercate di bloccare ancora il volo dell'Aquila, perche' tanto vola lo stesso e lasciate che gli aquilani la vedano mentre va in alto.

Franco Taccia