UN CONVEGNO COMMEMORATIVO PER RICORDARE FEDERICO OZAMAN DI ROBERTO CIUFFINI
31/05/2013

Un convegno commemorativo per ricordare, nel bicentenario della nascita, la figura di Federico Ozaman, fondatore della Società San Vincenzo De Paoli. 

L'evento si è svolto lo scorso 27 maggio all'Aquila, nella chiesa di S. Francesco d'Assisi di Pettino. 
All'incontro hanno preso parte rappresentanti locali e nazionali della San Vincenzo (fondata nel 1833) e figure di rilievo del mondo accademico ed ecclesiale. Tra i presenti, il presidente e la vice presidente della Conferenza dell'Aquila, Vincenzo Alaggia e Maria Teresa Del Sole Capaldi; il vice presidente nazionale Alessandro Floris; il professor Alessandro Cesareo dell'università degli studi di Perugia e l'arcivescovo dell'Aquila, monsignor Giuseppe Molinari. A introdurre e moderare il simposio, il giornalista Dante Capaldi.

L'appuntamento è stato un'occasione per promuovere una riflessione socio-culturale sulla figura di Ozanam e sul messaggio che egli adottò come principio guida della sua opera di assistenza ai più indigenti: «Racchiudere il mondo in una rete di carità».

Beatificato da Giovanni Paolo II nel 1997, Ozanam - di nazionalità francese ma nato a Milano nel 1813 da Jacques Ozanam, importante matematico - fondò la prima Conferenza della Società San Vincenzo insieme a un gruppo di suoi amici intellettuali a soli 20 anni, quando era ancora uno studente universitario.

«Si tratta una figura meravigliosa ma purtroppo poco conosciuta» ha spiegato Maria Teresa Del Sole Capaldi «Una figura dal grande spessore morale e religioso ma anche sociale e politico, sempre schierata in difesa e in sostegno dei poveri e dei più bisognosi. Un laico dotato di una fede profonda, che tuttavia volle, fino alla fine, che l'associazione da lui stesso creata restasse un'associazione laicale, anche se animata da spirito cristiano. Il suo messaggio di uguaglianza e di solidarietà continua ad essere di straordinaria attualità».

La San Vincenzo De Paoli è una federazione i cui momenti di incontro sono denominati, fin dal 1833, Conferenze. Subito dopo la nascita della Società, le Conferenze si diffusero rapidamente in tutta Europa e poi anche fuori dal Vecchio Continente. Gli Stati Uniti e il Messico, per esempio, videro nascere la prima Conferenza nel 1846, e il Canada nel 1847.

Anche in Italia ci fu, fin da subito, una notevole fioritura. Attualmente, nel nostro Paese, la San Vincenzo conta 2 mila gruppi sparsi in tutte le regioni e oltre 13 mila soci.

«La Conferenza dell'Aquila» ha ricordato Vincenzo Alaggia «è una delle più antiche: risale addirittura al 1884. Da allora, silenziosamente, aiutiamo i meno fortunati. Purtroppo, negli ultimi tempi, il numero delle persone che si rivolge a noi è cresciuto e non sempre riusciamo a far fronte a tutte le richieste. Pur essendo una grande organizzazione, non riceviamo infatti fondi o erogazioni da parte dello Stato, le nostre risorse sono limitate. Di solito interveniamo fornendo buoni pasto, generi alimentari, vestiario oppure paghiamo bollette e altre spese. Attualmente assistiamo circa 190 famiglie».

Con i sistemi pubblici di welfare entrati in crisi, per ragioni principalmente economiche e politiche, ma anche sociali e culturali, anche in Italia le prestazioni dello stato sociale sono assicurate, sempre più spesso, dallea famiglia e dal Terzo Settore, macro categoria nella quale rientrano il volontariato, le tante forme di associazionismo e le organizzazioni caritative come la San Vincenzo. 

«Non c'è dubbio che l'attuale crisi economica abbia costretto il volontariato a ripensare il suo ruolo» ha affermato Alessandro Floris, vice presidente nazionale della Società e docente all'università di Cagliari «Abbiamo assistito, in questi anni, non solo a un incremento degli interventi di soccorso materiale ma anche a un intensificarsi delle azioni volte a dare sostegno psicologico, ad alleviare le tante situazioni di solitudine e abbandono. Siamo di fronte a una situazione molto più drammatica di quanto non appaia, specie in alcune regioni, come quelle del Sud. Le istituzioni si rivolgono al volontariato perché noi possiamo assicurare dei servizi a costo zero, svolgendo un ruolo di supplenza».
 (Roberto Ciuffini)