HO ASCOLTATO IL RAGIONIER SEBASTIANI… (GIANNI LUSSOSO)
08/05/2013

Ho ascoltato il ragionier Sebastiani, presidente del Delfino Pescara calcio, chiamato in causa dai tifosi biancazzurri, su Rete8 sport con la coordinazione del direttore di Forzapescara.com, il professor Paolo De Carolis, collega in giornalismo di cui ho apprezzato il funambolismo dialettico.
Prima notazione su De Carolis di cui ricordavo le capacità espressive e l’ironia sagace che, però, non ha messo in mostra nel corso del servizio: De Carolis, ha cercato di fare il giornalista tutto d’un pezzo ma spesso ha dimostrato di aver paura di andare troppo oltre di ciò che sapeva gli fosse consentito e si è scusato più di una volta dicendo che, quelle, erano domande dei tifosi e che lui non sempre le approvava.
Tutto giusto e pertinente, ma avrebbe dovuto fare a meno di fare un distinguo quando, leggendo una domanda, si è scusato di doverlo chiamare ragioniere, perché lui lo avrebbe sempre e solo chiamato presidente, al che il signor Sebastiani ha ribadito: “Si vede che è amico del giornalista che mi chiama così.”
Il professor De Carolis, ha dimostrato, in questa fase, una certa sudditanza anche se è di un grado minore di quello dimostrato da altri che fanno il nostro lavoro.
Infatti, il nostro professore, dovrebbe ben sapere che il titolo di ragioniere è una qualifica, un titolo professionale, e che la presidenza è una carica che nulla ha a che vedere con il titolo…
Pertanto, appellare il signor Sebastiani, con il suo titolo di ragioniere, è corretto, non offensivo e rispettoso della sua professionalità espressa, anche con molto successo, nel suo lavoro.
Personalmente, pur avendo, oggi, una laurea in lingue e letterature straniere, provengo dallo stesso istituto tecnico Tito Acerbo frequentato dal ragionier Sebastiani e, prima di completare gli studi universitari nel settore, mi onoravo di essere chiamato ragionier Lussoso, perché tale ero, anche se rivestivo delle cariche pure importanti in alcuni settori.
Detto questo mi preme mettere in evidenza che il nostro ragionier Sebastiani ha risposto sempre in maniera furbesca alle domande, glissandole, svariando, limitandosi a dire il meno possibile, rimanendo, troppo spesso, nel vago e, quando il professor De Carolis ha cercato di costringerlo alla risposta concreta, ha minacciato di alzarsi e di andarsene.
Non sia mai. De Carolis avrebbe perso l’occasione di poter dire ho avuto il presidente per quasi novanta minuti a mia disposizione e gli ha consentito di dargli sempre del “tu” chiamandolo per nome mentre il professor con molto rispetto gli dava del “lei” e lo chiamava presidente…
Un’autentica farsa che mi sono imposto di seguire fino all’ultima parola, respingendo decisamente il senso di noia e di mortificante posizione di chi si sente preso per i fondelli da un manovratore di soldi, stupendamente bravo nel suo settore, ma decisamente ciuccio nella gestione della realtà sportiva: i numeri dicono chiaramente quanto abbia sbagliato, ma la sua sicumera e la sua iattanza, sostenuto dalla pavida posizione di chi non ha saputo farlo parlare, hanno confermato che il ragionier Sebastiani fa quello che vuole, perché convinto di essere a casa sua e lì, ha detto, fa quello che gli pare.
Sì, ma a casa sua, non nella Pescara Calcio.
Però, fin quando gli è consentito, fa bene a sbeffeggiare, metaforicamente parlando, chi gli si mette di traverso.
Ha sbagliato De Cecco nel non chiarire i veri termini del contendere e si è fatto accusare di aver rotto il rapporto, solo e soltanto, per il Poggio degli Ulivi, dando un assist formidabile al ragioniere Sebastiani che ci ha ricamato sopra…
Hanno sbagliato Stroppa e Bergodi nel lamentarsi a frittata fatta e non quando avrebbero dovuto finendo per essere i capri espiatori degli errori di programmazione della società…
Hanno sbagliato alcuni tifosi importanti nell’avallare a scatola chiusa ciò che veniva promesso dal signor Sebastiani e che ora, richiamati dalla maggior parte dei tifosi, si ritrovano compromessi e inabili a prendere altre posizioni…
Ha sbagliato parte della stampa locale a non denunciare, in tempo utile, gli errori che pure erano evidenti, e alcuni hanno atteso questi giorni per far sentire la loro voce, ma ormai è tutto inutile…
Insomma, circa novanta minuti di chiacchiere inutili, come inutili sono stati, finora, i novanta minuti calcistici offerti settimanalmente dall’armata Brancaleone messa su da Sebastiani e Soci.