LE INADEMPIENZE DEL RAGIONIERE CHE FANNO PAURA AI TIFOSI (SERVIZIO DI GIANNI LUSSOSO)
01/05/2013


Il 19 maggio si chiuderà questo nostro campionato in serie A e torneremo in quella che, in molti, definiscono la serie di nostra competenza ottimale: la serie B.
Non so se sia vero che la serie A non è per noi, certo è che, quando ci siamo stati, siamo sempre tornati indietro, eccezion fatta di un campionato, 1987-88, quando, con la decisione di passare, dalla stagione successiva, al torneo a 18 squadre, vennero previste solo due retrocessioni, e c’era l’Empoli che, partita con una penalizzazione di 5 punti, era la candidata principale al ritorno in B che subì insieme all’Avellino, e noi ci salvammo per un solo punto!
Eppure quest’anno data la pochezza delle formazioni di medio bassa classifica, con un po’ di attenzione in più e con qualche scommessa in meno, potevamo mantenere la massima categoria.
19 giorni ancora per goderci, si fa per dire, una serie A che il ragioniere Sebastiani dice che riconquisterà subito.
Vorremmo credergli, per la passione che ci anima fin dal 1946, quando cominciammo a seguire il Pescara in serie B con l’allenatore Banas e alcuni talenti tipo Romagnoli, De Angelis, i fratelli Mario e Aldo Brandimarte (ceduto poi al Bologna) che riuscirono a chiudere il campionato al terzo posto.
Ma, essendo un giornalista professionista, devo lasciare da parte la passione ed il cuore biancazzurro e analizzare la situazione asetticamente, come un chirurgo che guarda il tumore da estirpare, e allora i timori crescono sulla base delle “inadempienze” di questa stagione che sta arrivando al suo epilogo:
1- scarsa capacità organizzativa: ne fanno fede le tante lamentele dei tifosi sia sulla questione degli abbonamenti, sia su tutto il settore marketing;
2- deficitaria gestione della comunicazione e dei rapporti con la tifoseria: inadatto, soprattutto, il dirigente Alessandro Acciavatti, immaturo per questo delicato settore; errato anche il concetto di poter tenere sotto controllo una tifoseria, che è stata sempre il valore aggiunto per il Pescara, solo gestendo qualche personaggio ritenuto idoneo alla bisogna;
3- atteggiamento spocchioso e arrogante del ragionier Sebastiani, presidente, nel ritenersi al di sopra delle critiche e recidivo nelle imposizioni di scelte inadeguate, vedi i tre allenatori, il direttore sportivo, alcuni acquisti che fanno pensare più a manovre di comodo che di utilità reale per la squadra, solo fidando sul fatto di poter contare sull’appoggio servile di qualche operatore della informazione locale, con il risultato di rendere poco credibili questi e poco efficaci i suoi interventi pubblici che lo hanno portato anche, colpevolmente, ad una sovra esposizione inutile e forse dannosa;
4- uso troppo evidente di fatti personali, vedi la diatriba con De Cecco, per cercare di spostare l’interesse dei tifosi dall’analisi dei fatti concreti negativi della sua gestione, al gossip sportivo che, per la verità, interessa poco o niente la vera tifoseria che chiede solo fatti e non parole;
5- il narcisismo espresso con le sue molteplici presenze televisive hanno portato il ragioniere a parlare troppo, a promettere molto, a fare la figura del “pinocchio” considerando che molte cose date per certe, non si sono avverate.
Per questi motivi, la promessa fatta di rendere ancora più forte il sodalizio, che lo ha riconfermato nella carica, nonostante alcune defezioni, lascia perplessi i tifosi che si chiedono il perché del ritardato pagamento della rata di Vukusic, che potrebbe anche costare qualche punto di penalizzazione; il perché del rallentamento del progetto del centro sportivo di allenamento…
Ma, soprattutto, la tifoseria chiede maggiore trasparenza e un rispetto che le sarebbero dovuti proprio perché essa ha consentito la realizzazione di un progetto importante a De Cecco e al suo gruppo poi ereditato dallo stesso Sebastiani.
Aggiungo anche, che l’eccessivo frazionamento delle quote societarie, utile per la riduzione dei rischi personali dei soci, dovrebbe consentire la realizzazione di un fatto storico per Pescara e cioè la presenza della tifoseria nella società, con una percentuale anche dell’uno per cento, che servirebbe ad avere un rappresentante all’interno di una struttura che, comunque, pur operando in autonomia, lo fa anche per i tifosi stessi che non intendono assolutamente essere rappresentati da questo o da quel “personaggio” che vi fa credere di poter gestire o controllare la massa degli appassionati biancazzurri, ma vogliono scegliere essi stessi il loro rappresentate all’interno del gruppo societario.