SEBASTIANI LO STRATEGA (SERVIZIO DI GIANNI LUSSOSO)
26/04/2013

Il ragionier Sebastiani, ha ancora una volta confermato che la “laurea della strada” vale molto di più di quelle delle università: con una strategia davvero da volpe malandrina, ha spostato i riflettori che erano puntati sulle sue scommesse perse, e che avrebbero dovuto metterlo sotto il giudizio dei tifosi, su una questione di pochi spiccioli, che rappresentano una sua questione personale con il proprietario del Poggio, e che nulla avrebbero dovuto interessare i tifosi.
Ma tant’è, con questa “furbata”, ha messo oggi in condizioni la tifoseria di scontrarsi e di scornarsi, frantumandosi ancora di più, dimenticando i tanti errori commessi da Delli Carri, sotto la guida di Sebastiani compagnia bella, sulla ricerca del colpevole di un saldo di poche migliaia di euro, quando Pescara, dopo venti anni di attesa, ha ritrovato la serie A, come risultato di un progetto articolato e studiato ad arte da altri (non certo da Sebastiani), e lo ha perso in un solo anno, anzi meno di un anno, per la gestione dilettantesca e presuntuosa di un gruppetto di amici di merenda che si sono divisi il risultato del progetto altrui.
Spiace vedere una tifoseria, maturata negli anni delle sofferenze, capace di assorbire colpi terribili sferrati da avventurieri senza scrupoli, per fortuna annichiliti dalla difesa senza termine dei nostri tifosi che fecero letteralmente da guardia d’onore in quella piazza Sant’Andrea, sotto l’acqua e il freddo, ora spaccata e divisa su temi che nulla hanno a che vedere con il tifo, con il calcio, ma che sono oggetto della Magistratura civile.
Una normale discussione di ex soci, su cifre abbastanza ridicole, quindi a dimostrazione di una volontà caparbia di revanscismo personale, come accade, per esempio, tra coniugi che si dividono e litigano per una poltrona sfondata, sta letteralmente dividendo una tifoseria che era nota per la sua vitalità, per il suo coraggio espresso in tante difficili trasferte, per la sua compattezza, e che ora parteggia per l’uno e per l’altro, dimenticandosi che siamo quasi aritmeticamente retrocessi, che alcuni furbastri hanno fatto affari sulla loro pelle, e riducono la loro forza in sterili discussioni sul torto e sulla ragione, di chi?
Di chi ha dilapidato un tesoro importante quale la serie A… Di chi ha subito il mercato per propri interessi… Di chi ha fatto il gioco dei grandi “movimentatori” di mercato…
Una tifoseria che sapeva imporre il suo pensiero, non con la forza, ma con la bontà delle scelte di campo, oggi si fa prendere in giro dalle ruffianate di alcuni “amici degli amici”.
Nel mio dovere di cronista non c’è quello di entrare nei pensieri dei tifosi e dei suoi capi, ma solo quello di raccontare i fatti che riassumo in poche battute:
1- Partiti da un progetto messo su da De Cecco, che volle fortissimamente Zeman contro la volontà di Sebastiani che spingeva per Calori, siamo arrivati alle soglie della A.
2- Con la conquista della presidenza da parte di Sebastiani, si è concluso il progetto con la promozione in A. Prima mossa intelligente di Sebastiani che ha saputo bersi l’acqua portata da altri.
3- Scommesse di Sebastiani, tutte perse. Atteggiamenti iniqui e scostumati di alcuni suoi collaboratori che non ha saputo tenere a bada.
4- Retrocessione quasi subita per errori che dovrebbero avere dei colpevoli…
5- Scoppia con una tempistica superba la querelle con De Cecco per pochi spiccioli.
6- I tifosi si accapigliano in favore dell’una e dell’altra parte contendente.
7- Passa in second’ordine tutta la marea di errori fatti sulla pelle dei tifosi.
8- Domani arriva il Napoli e siamo ancora a discutere se quei soldini sono da avere o da dare… e mentre alcuni dicono che, per quattro soldi, non si dovevano adire le vie legali, dimenticano che la posta in palio è di tutt’altra specie, e non ha nulla a che vedere con gli euro, pochi o tanti che siano.