RAGIONIERE, NON LA REGGO PIÙ… SERVIZIO DI GIANNI LUSSOSO
05/04/2013

Per motivi di lavoro, devo seguire, quotidianamente, le vicende della Pescara calcio e, dato che ho buona memoria, oltre alle schede tecniche che realizzo settimana per settimana, ho buoni motivi per non reggere più l’impatto dialettico con il ragioniere che, dall’estate scorsa, sta prendendo in giro tifosi, città, sportivi e stampa non allineata.
Premetto che considero Daniele Sebastiani un furbo di quattro cotte, sostenuto anche da una buona dose di intelligenza e di capacità di muoversi “borderline”.
Queste caratteristiche lo portano a considerarsi più “svelto” degli altri, e i successi raggiunti sul piano professionale, lo hanno convinto ancora di più di potersi far gioco delle aspettative altrui.
La sua furbizia lo ha portato a far sì che De Cecco, autore e ideatore del progetto che doveva riportare in Serie A il Pescara, si incavolasse nel momento giusto, sulla base di accordi presi e non mantenuti, sul passaggio del “Poggio” alla Pescara calcio (atto necessario e utile per creare una vera accademia calcistica necessaria per far crescere giovani talenti), e lo ha fatto passare per un “assatanato” di guadagni, quando, chi conosce Giuseppe Adolfo, sa benissimo come la pensa in merito, e, forte dei guadagni concreti con la vendita di Verratti, e presunti, sulle possibili transazioni di alcuni giocatori presi più per il mercato prossimo, che per le reali esigenze della Pescara calcio, ha creduto di fare il salto di qualità, a livello dirigenziale, facendo a meno dei Tre che avevano creato i presupposti per la riuscita del progetto, e si è assiso sullo scranno più alto.
Abile nelle manovre societarie, “ha bevuto l’acqua che altri hanno portato” e si è “appiccicato” la medaglia della promozione sul petto.
Chiamato a confermare le sue grandi doti organizzative in Serie A, ha fatto scommesse sulla pelle dei tifosi – clienti, e le ha perse tutte (vedi Stroppa, Bergodi, Bucchi), e ha sfruttato l’entusiasmo della tifoseria chiedendo abbonamenti a caro prezzo e lucrando anche su chi aveva aderito all’acquisto rateale.
Nonostante gli errori estivi, (quando ricorderete, misi in evidenza il mancato equilibrio tra i reparti e la necessità di tre acquisti mirati), “fortunello” come spesso sono quelli che osano oltre i giusti parametri tecnici, si è ritrovato con una squadra a venti punti al termine del girone di andata. Sarebbero bastate tre (sempre tre) operazioni giuste a gennaio, per avere una certezza quasi aritmetica della permanenza in A e, invece, “arrapato” nel seguire i suoi astrusi pensieri calcistici, sostenuto da un gruppo di dilettanti allo sbaraglio, e da alcuni operatori della informazione genuflessi e servizievoli, ha ridotto il potenziale calcistico, facendo sì che i risultati non fossero più nemmeno pari a quelli già modesti del girone di andata, e si è ritrovato ultimo, con soli 21 punti, con un gioco che latita da mesi, con una colpevole situazione di disagio ambientale e con record negativi sia per l’attacco, sia per la difesa..
Ragione e buona educazione dirigenziale avrebbero voluto un atteggiamento, quantomeno di riflessione, da parte del ragioniere, in modo da far capire che aveva imparato qualcosa dalle “cazzate” fatte e, invece, arrogante come non mai, ha accusato l’ambiente di essere ostile e di non aver creduto al suo “Siate sereni” e di non consentito alla squadra di rendere di più e meglio…!
Quando poi ha capito, nonostante la sua professione di fede: “Ci credo ancora…”, che le cose stavano avendo la sola unica direzione possibile della retrocessione, dato lo scarso valore globale degli acquisti fatti (vedi giocatori assenti da tempo dal campo di gioco che, sicuramente, avrebbero risentito negativamente degli sforzi del lavoro quotidiano), fidando sul “comparaggio” di alcuni cronisti, prima ha fatto circolare la voce su un possibile ritorno di Zeman, poi ha fatto scrivere, e parlare, di alcuni allenatori di grido, poi ha cercato di rabbonire la tifoseria dicendo che Delli Carri sarebbe stato mandato via a fine campionato anche se era stato, a suo dire, bravissimo, e ora leggiamo lo stesso Delli Carri che afferma pubblicamente come quella “favola” sia stata messa in giro solo per dare una mossa all’ambiente e che lui ha ancora un anno di contratto…
Insomma, caro ragioniere (che continui a sbagliare a fare i conti), non la reggo più. Devo per forza stare a sentire le sue “castronate calcistiche” per motivi di lavoro, ma mi costringerà a chiedere un supplemento per “poter digerire” questi suoi interventi che nulla hanno di intelligente, di furbizia… ma che sembrano solo quello che realmente sono: operazioni mercantili sulla pelle dei tifosi.
Che buon pro le faccia.
Gianni Lussoso