MA DI CHE STIAMO A PARLARE? DOVE VUOLE ARRIVARE?
30/03/2013

Di che stiamo a parlare?
Come possiamo perdere tempo dietro i vaniloqui di un presidente ciuccio e presuntuoso, “ragioniere” che sbaglia i calcoli e dimostra di non saper far di conto (significato etimologico della parola ragioniere): 21 sconfitte su 30 partite giocate, 21 gol fatti e 61 subiti, a otto giornate dal termine e ultimissima posizione in classifica da soli. Questo dicono i numeri che, nella loro aridità, spiegano molto più di quanto possano dire alcuni personaggi che stanno oltraggiando il nome della Pescara Calcio. Questo dicono i numeri e non bisogna essere ragionieri per fare presto e bene i conti di una stagione schifosamente deludente.
Dove vuole arrivare?
Facciamo un piccolo passo indietro e vediamo il “ragioniere” che allontana dalla società coloro che avevano messo su un progetto riuscendo a fare un miracolo che ha portato il Pescara dopo venti anni in serie A, al termine di una cavalcata fantastica che ha fatto inorgoglire tutti color che amano il bel calcio. Furbescamente, appoggiato dai soliti “lecchini”si è preso il merito della promozione. Ci poteva anche stare e a nessuno, in definitiva, interessava più di tanto sapere che il merito era del ragioniere o di coloro che dallo stesso erano stati estromessi con una scusa e con l’altra. Si voleva, però, sapere dove voleva arrivare… Non capendo nulla di calcio, anche perché ottenebrato dalla sicumera, e dalla iattanza, espresse in più di una occasione, ha pensato di fare delle scommesse sulla pelle dei tifosi ai quali ha imposto prezzi salati e più onerosi delle altre società con giustificazioni risibili, vedi capienza dell’Adriatico…
Ha voluto riproporre una difesa che in B aveva subito 55 gol! Un allenatore inesperto che non aveva diretto nemmeno una Serie B, acquisti fatti guardando il “guadagno” e non l’utilità. Ha subito il mercato e non lo ha fatto.
Quando in televisione e sulla mia pagina di “Agenzianotizie.it” misi in evidenza che la squadra non aveva equilibri nei reparti e che era necessario fare almeno tre acquisti mirati, chiese a tutti di “stare sereni” perché i fatti gli avrebbero dato ragione e continuò nella sua arroganza sostenuto da due – tre lecchini che gli confezionavano, e continuano a farlo, trasmissioni ad hoc, interviste manipolate, e telefonate in diretta, scegliendo bene gli interlocutori tanto che, mentre il ragioniere accusava in questi ultimi giorni la tifoseria di contestarlo, i lecchini gli mettevano sul piatto della comunicazione, telefonate di comodo inneggianti al suo saper fare e, quindi, in aperta contraddizione con lo stesso “ragioniere” che, in definitiva, accusava i tifosi che, invece, a detta dei lecchini, erano tutti con lui, soddisfatti e appagati… Appagati o pagati?
Siamo ultimi in classifica e retrocessi senza lottare, mentre altre due squadre lo saranno, ma dopo aver lottato fino alla fine.
Il “ragioniere” ha detto che lui non molla e che non andrà via… Certo, deve restare anche perché non ha ancora finito di incassare le varie “tranches” in sospeso. Ma deve restare anche perché deve lui, con i suoi alleati, “Alessandro il minimo” in particolare, rimediare al mal fatto. Non pensi di “scappare con la cassa”, né di fare in modo di scaricare su altri le sue nefandezze calcistiche. Né pensi che i tifosi siano tutti “ap…pagati” e pronti a telefonare ai “treppiedi” di comodo per confermare il loro assenso ad una politica calcisticamente vomitevole.
Né pensi, il “ragioniere”, di scaricare le sue responsabilità con facili battute su chi lo critica, né di aizzargli contro la canizza, perché, comunque, i fatti e, soprattutto, i numeri, spiegano tutto a chi non ha l’anello al naso e non è asservito ai desiderata della presidenza.
Alcuni tifosi gridano al suo indirizzo, “ragioniere”, vergogna. Forse esagerano perché le vergogne sono ben altro, però resta il fatto che lei, “ragioniere” ci ha dimostrato che non sa dove vuole arrivare, o perlomeno si è perso strada facendo, e ci fa dire, a noi rimasti in posizione eretta e non piegata: ma di che stiamo parlando?… di un ragioniere che ha sbagliato a fare i conti!
Gianni Lussoso