19/02/2013

Sempre consumo di parole…

Ho accettato l’invito del direttore di Forzapescara.tv di partecipare ad un “face to face” con Daniele Sebastiani anche se, in cuor mio, sapevo bene che non avrei avuto nessuna soddisfazione giornalistica a farlo.
E’ dall’estate scorsa che ho accusato i dirigenti, e in primis il ragionier Sebastiani, di aver fatto una pessima campagna acquisti; di aver continuato a dare spazio a Delli Carri che non ha fatto mercato ma lo ha subito per i suoi interessi e dei suoi mentori di alto bordo; di aver consentito a dei dilettanti di distruggere un capitale di amore e di fede biancazzurra dopo venti anni di attesa; di aver permesso ad un ragazzino capriccioso e permaloso di considerare dei clienti da sfruttare i Tifosi che hanno dato l’anima per la Pescara Calcio, facendo sacrifici inenarrabili quando non avevamo la disponibilità dell’Adriatico; di aver consentito di avere spazio e facilità di comunicazione a dei “treppiedi umani” capaci solo di reggere il microfono per fare da grancassa all’aria fritta propinata alla tifoseria per mesi e mesi e sempre a parlare di stare in Serie A e di prendersi sonore rivincite contro chi aveva avuto l’ardire di non accettare il loro operato.
Quindi nel “faccia a faccia” non avrei avuto da fare altro che riconfermare quanto detto e scritto con la certezza che il ragioniere Sebastiani avrebbe continuato, con la solita solfa, a dirci di aver gestito al meglio quello che aveva, che non c’erano altre possibilità e che, comunque, le sue scommesse avranno ancora una possibilità concreta e che, in ultima analisi, ha tenuto i conti economici sotto stretto controllo.
Sulle cose mie più care, confermo ai signori Tifosi, colonne portanti del Pescara, che ho dovuto frenare la mia indole battagliera per non dire un “vaffanculo” solenne al ragioniere e ai suoi accoliti dopo aver dovuto sorbire, insieme ai tantissimi ascoltatori, la solita tiritera di frasi fatte, senza che abbia avuto il coraggio di spiegare le realtà del Pescara di oggi e il perché dei tanti errori fatti che non possono essere, tutti, giustificati dalla insipienza e dal dilettantismo, ma che nascondono operazioni poco chiare fatte da chi ha subito il mercato (perché e a beneficio di chi?) senza farlo. Hanno preso giocatori proposti da altri senza scegliere quelli che servivano davvero alla nostra causa.
Il ragioniere ha detto che quelli buoni non hanno voluto accettare Pescara, ma non si è chiesto il perché. Ha solo ribadito che lui non ha chiesto di fare il presidente, ma che si è ritrovato a ricoprire la carica perché De Cecco è andato via di sua sponte. Ma non ha detto che, probabilmente, De Cecco, Edmondo e Caldora non ci tenevano a continuare l’avventura con quei personaggi.
Ha voluto ancora dirci che lui ha conquistato la serie A dimenticandosi di dire che De Cecco ha voluto e portato Zeman a Pescara, mentre lui, il ragioniere, aveva fatto ben altre scelte…
Ma questi sono problemi loro che a noi non interessano.
Ai tifosi interessa sapere perché è stata riproposta una difesa che ha subito 55 gol in B. Perché sono stati presi giocatori e allenatori inadatti all’impegno e perché, dopo aver propagandato la linea verde, ci hanno proposto rami rinseccoliti.
Il ragionier Sebastiani ha cercato di difendere l’indifendibile e ha minacciato di andarsene se non è gradito alla tifoseria, ma non ha saputo spiegare il perché di certe operazioni. Inoltre non ha saputo, o non ha voluto, spiegare il perché di certi atteggiamenti nei confronti della tifoseria che lui, il ragioniere, considera amica, solo perché i cori erano diretti contro Delli Carri e non contro l’operato della società, come se Delli Carri fosse una entità propria e avulsa dalla società stessa.
Per rispetto alla redazione e al dovere di ospitalità, non ho contestato con maggiore durezza le sue chiacchiere senza costrutto, ma credo sia apparso chiaro a tutti coloro che hanno seguito la trasmissione che, forse per la prima volta, il ragioniere si è trovato a confrontarsi con un giornalista e non con un paggetto.
Comunque il danno è stato fatto.
Mi conforta solo aver tenuto alta la mia dignità professionale e di aver parlato e scritto in tempi lontani quando era possibile rimediare. Hanno avuto vita facile i lecchini di turno che, ora, statene certi, faranno a gara per contestare l’operato della società perché, con le sue scommesse perse, il ragioniere ha messo in ridicolo la loro piaggeria espressa in tanti mesi di sudditanza professionale.
Ai tifosi non resta che continuare ad appoggiare e ad amare (perché la fede non si tradisce) i colori biancazzurri sperando che il futuro sia migliore. E sappia il ragionier Sebastiani che tutta l’operazione commerciale è fatta in nome e per conto dei Tifosi perché il Pescara non è una sua azienda personale, ma è patrimonio culturale e di fede di tutta la città
Gianni Lussoso