LETTERA APERTA A SEBASTIANI E BERGODI
06/02/2013

Bergodi si lamenta dicendo che i tifosi e una parte della stampa (di certo non quella esperta nel reggere il microfono a Sebastiani) stanno facendo il funerale alla squadra: vorrei ricordare a Cristiano che, per fare un funerale, ci vuole un morto, e se il Pescara è morto la colpa è certamente del suo presidente e dei suoi dilettanteschi collaboratori. Se invece il presidente e i suoi accoliti non hanno ucciso il Pescara, non ci può essere funerale… quindi…nella sua lamentela qualcosa non quadra. Di certo non è colpa della stampa o dei tifosi insoddisfatti se la classifica è tale da farci sembrare attoniti dietro un funerale (calcisticamente parlando), così come non è colpa del termometro la febbre che evidenzia con il salire del mercurio…
Sebastiani si lamenta delle critiche e aspetta che accada il miracolo per esprimere, come sa fare bene, la sua iattanza.
Si lamenta perché, abituato alle genuflessioni dei lecchini patentati, mal accetta chi, con schiena dritta, tra i tifosi e i giornalisti, gli rimprovera:
- le scommesse fatte sulla pelle dei tifosi;
- la politica dei prezzi davvero vergognosa;
- lo sciacallaggio sugli interessi chiesti e fatti pagare sulle rateizzazioni degli abbonamenti;
- la disorganizzazione generale che non può essere fatta passare per eccesso di problemi da risolvere;
- due mercati (estivo ed invernale) incapaci di darci una difesa dignitosa, un centrocampo idoneo.
E’ vero, però, che gli affari sono stati fatti e alcuni anche in maniera più che vantaggiosa ma dobbiamo ancora capire se sono stati tali per il Pescara o per i dirigenti del Pescara…
Inoltre sia a Sebastiani che al suo CdA siamo a chiedere maggiore chiarezza sia per gli affari interni (che tali non sono perché la società è pubblica) sia per quelli esterni anche per capire le celeri variazioni di percorso, le fantomatiche presenze, le assenze ingiustificate e via di questo passo.
Gradiremmo capire perché quando vince il presidente e i suoi azzeccagarbugli considerano dei clienti i tifosi e quando pérdono fanno, o tentano di farlo, perno sulla fede dei tifosi stessi e sulla necessità che stiano pronti a sorreggere la società stessa.
Gradiremmo sapere, e con noi i tifosi, perché quando si vince, fanno passerella tutti e quando si perde, si mandano davanti ai microfoni i nuovi arrivati o qualche personaggio della società di secondo piano.
Sarebbe opportuno, inoltre, conoscere i programmi societari reali e non quelli sbandierati ai quattro venti per fare politica di immagine: a che punto è lo studio del centro sportivo?
Inoltre gradiremmo che il presidente imparasse ad accettare le critiche come atti dovuti necessari a crescere e a capire le cose e non come manifestazioni di disamore per il Pescara. Si ricordi il ragionier Sebastiani che una critica può voler dire cercare il miglioramento e la salvezza dai pericoli, mentre le genuflessioni e il “tutto va bene” non sono che”spinte” vergognose da parte di inetti che vi lanciano verso il baratro.
Non siete riusciti a rafforzare decentemente la squadra. Ma ci sono tantissimi punti in palio che possono essere guadagnati annullando le deficienze tecniche di base con tattiche e strategie ad hoc (e questo è il compito di Bergodi), con un comportamento fatto di volontà e di impegno (e questo è compito dei giocatori chiamati a scendere in campo), e con delle motivazioni centrate (e questo è compito del presidente, se ne è capace).
Si va domenica a Palermo per incontrare una squadra in mezzo a mille problemi e potremmo davvero approfittarne, ma anche non fosse così ci sono altre possibilità, giocatevele tutte con impegno e non state a fare consumo di parole e studiare solo il modo di crearvi alibi e confondere i pensieri dei tifosi che hanno una sola debolezza (che è anche la loro forza): amare il Pescara nonostante voi.
Gianni Lussoso