DAVIDE SERI, LA FORMA E IL COLORE NELL’ANIMO DI CATALDI MADONNA
06/01/2013

(Da Abruzzo Impresa)
Arte: “attività umana regolata da accorgimenti tecnici e fondata sullo studio e sull’esperienza”, questa è la definizione corretta che corrisponde ad un termine usato troppo spesso, e a volte
anche abusato.
A dispetto del pensiero dominante attribuito all’arte, in molti casi considerata secondo criteri semplicistici quale mera e fugace espressione dell’interiorità di un individuo, aiuta tutti noi a capire il significato del termine artefice: “Chi realizza opere d’arte per le quali è richiesta una specifica capacità”.
Ad aprire una dimensione in più nel pensiero che ho dell’arte e dell’artefice sono, oggi, le opere di Davide Seri.
Caratteri somatici medio-orientali, sorriso pulito rassicurante, ma quello che cattura, in questo uomo di 45 anni sono proprio le mani, lunghe dita non sottili che parlano molto più di quanto possiamo immaginare parlino le mani in sé.
Dopo gli studi di perito meccanico inizia il suo percorso accademico presso la facoltà di architettura di Firenze. Da qui il suo pensiero sarà sempre proteso alla ricerca sperimentale di prodotti innovativi che contraddistingueranno la sua immagine. Rampollo di “gente non comune”, Davide porta con sé i segni
Di una intelligenza altrettanto non comune che si rivela in ogni passo della sua ricerca e assume significati chiari e misteriosi al tempo stesso, capaci di offrire ulteriori spunti che motivano anche l’osservatore più critico.
Attraverso sentieri discreti, le mani si giocano un pensiero in trasformazione continua e i mezzi che consentono tale prodigio sono carta da macero, pigmenti colorati, foglie, semi e conchiglie, il tutto sperimentato più volte nei biglietti di invito, menù, book di ogni dimensione e foto album, eleganti opere d’arte generose
di buon gusto e accortezze di ogni genere nella manifattura.
La ricerca di Davide prosegue e la carta si fonde con la rete metallica dando vita a forme modellate che prendono il nome di MEDUSE e che trovano collocazione come istallazioni e oggettistica d’arredo.
In ogni prodotto traspare un sistematico lavoro di sperimentazione delle leggi fisiche che regolano la materia
con una verifica continua dell’elemento che prorompe con tutta la sua forza: la funzionalità.
La linea di punti luce è un connubio di materiali di riciclo che danno la stessa sensazione proposta da una creazione di vetro di Murano; sono lampade da sospensione e da tavolo in cui si fonde il pensiero del secolo di un’economia che va aiutata recuperando materiale da rifiuto, Davide di quel “recupero” mette a disposizione di noi tutti un pro- dotto bello e funzionale. I pannelli scultorei, i preziosi oggetti del quotidiano e complementi d’arredo di elevata ricerca sono prodotti attraverso tecnologie tridimensionali di innovativo e storico assem- blaggio costruttivo che utilizza il design funzionale ed emozionale.
Questa lavorazione consente di oltrepassare i limiti imposti alla creatività dalle tradizionali tecnologie usandole e dando vita a straordinari oggetti che uniscono la genialità alla funzionalità.
Lampade, vasi, vassoi, libri, sculture, ogni opera ex-novo esalta una sapiente combinazione di novità e alta artigianalità, con il vantaggio di non causare nessuno spreco e superare le barriere mentali imposte dalla massificazione. Innovativa è ALIEN, la lampada in silicone e polietilene sinterizzata con finiture in acciaio; possiede un cuore doppio, capace di far esplodere una moltitudine di “gocce” di luce che creano uno straordinario effetto, così pure la stessa da tavolo, leggerissima ma molto resistente, grazie al materiale e
alla struttura tridimensionale che si ispira alle particelle di ghiaccio riflettenti.
Mi fermo… addossato alla parete senza chiodo semplicemente perché è da una parete composita di legno carta e gesso, ne esce prorompente “il musetto” della Formula 1 dove l’acrilico oro, rappresenta il tempo di una passione che vive senza il peso del tempo stesso.
L’arte e l’artefice e il pensiero torna a Davide, che con i suoi lineamenti mi ricorda i caratteri del popolo semitico, in un delirio di immagini e figure del tempo del passato, il racconto della storia dell’uomo che un’amica ha raccontato a me “Bezalel figlio di URI figlio di HUR della tribù di Giuda e Ooliab figlio di Aisamac della
tribù Dan… li ha riempiti di sapienza di cuore… per fare ogni lavoro di artefice e di ricamatore e di tessitore… uomini che fanno ogni sorta d’opera e ideano progetti”.
Cataldi Madonna