44 ANNI DOPO TORNA L'AQUILA SALERNITANA, TRA RICORDI DI OGNI TIPO...... DI FRANCO TACCIA
05/01/2013

Era il 1 dicembre del 1968 ed al comunale de L'Aquila c'era la Salernitana. Loro in divisa granata, noi con la maglia che per dovere di ospitalita' era quella bianca con banda verticale rossobleu e calzoncini bleu. Al 27 del 1° tempo Giancarlo Dolcetto, attaccante non altissimo, sgusciante e generosissimo portava i nostri in vantaggio. Dopo 10 minuti, Rasi pareggiava per i campani. L'Aquila quell'anno retrocesse e io, all'ulima partita in casa vinta per 3 a 0, benche' diciannovenne, non riuscii a trattenere le lacrime per il dispiacere. Pensa che tempi.
A maggio in Francia furoreggiava Daniel Cohn Bendit, uno dei leader dei movimenti studenteschi che cominciavano a cambiare il mondo. I Beatles erano gia' realta' e anche in una cittadina piccola e borghese come L'Aquila qualcuno (ho ancora le foto, altrimenti nessuno mi crederebbe un ex capellone) li imitava, nella capigliatura e nell'abbigliamento, nei limiti del possibile.
Qualche mese dopo in Cecoslovacchia, a Praga (dove il 12 maggio del 47 è nato il mitico Zdeneck Zeman) Jan Palack si immolava mentre i carri armati sovietici avevano invaso la sua Patria.
Altri tempi, altro calcio, altra vita, altra storia, in tutti i sensi.
Poi pero' il mondo va avanti, non nel senso che progredisce ma spesso solo perche' cadono i foglietti dal calendario, e dopo 44 anni la storia ti fa' lo scherzo.
E domani allo stadio de L'Aquila si troveranno nuovamente di fronte due vecchie ''amiche/nemiche''. Loro con una storia sicuramente piu' brillante, anche lontani dal mitico Vestuti, noi che dopo alterne vicende riproviamo a tirar su la testa. Di sicuro per loro non sara' una gita di piacere, come del resto mai e' successo contro L'Aquila.
Nel mio piccolo, dopo una vita sugli spalti ed un lungo periodo di assenza, domani saro' li, portando nel cuore il ricordo degli avversari di una volta, come Tom Rosati ed il fratello Franco, Pacco, Minto e Pierino Prati, la peste di Cinisello Balsamo; ricordi e rispetto per un avversario sempre ''tosto''. Ma mostruosamente piu' grande sara' il ricordo di Arnaldo Leonzio e dei ragazzi di allora, dal mio idolo Adriano Grigoletti a Tomassoni, da Giancarlo Dolcetto a Ezio Gaddi, a Lucio Pozzar.
Non so se è possibile far uscire le emozioni dal cuore ma mi piacerebbe riuscirci per una volta per dare una spinta in piu' ai Rossobleu di oggi, anzi, di domani.
Franco Taccia