AH...M'ARCORD: GERMANODACUNEO RICORDA ERIBERTO E UNA PESCARA CHE NON C'È PIÙ
02/01/2013

Se, ieri 1° gennaio, Eriberto fosse stato ancora tra noi si sarebbe buttato dal ponte del fiume Pescara, quello vicino al Comune per festeggiare l’arrivo del Nuovo Anno, ma purtroppo un tragico destino se lo è portato via anzitempo.
Il mio scritto è un piccolo Ah!...marcord per raccontare una delle tante facce di questo estroso personaggio pescarese.
Eriberto, era noto alla maggior parte della gente, come una persona coraggiosa e spregiudicata perché faceva delle cose che nessun altro pescarese avrebbe osato fare.
Negli anni ’50 a Roma, c’era un signore italo - belga che soleva salutare il nuovo anno tuffandosi nel Tevere, dal ponte Cavour, il primo giorno dell’anno alle ore 12 in punto ed era conosciuto come “Mister OK”, perché prima e dopo ogni tuffo faceva con la mano il segno di “OK” per rassicurare la folla.
Poteva Eriberto farsi scappare questa ghiotta occasione? Sicuramente no.
Abitualmente Eriberto ogni primo giorno dell’anno si tuffava nel fiume Pescara dal ponte del Comune dal parapetto lato mare, (il nuovo ponte D’Annunzio ancora non esisteva), ripetendo il segno di “OK” prima e dopo la sua esibizione e per questo era chiamato il “Mister OK pescarese”.
Oramai il suo exploit era tradizionalmente atteso ogni anno da una grande folla di pescaresi, ma Eriberto non poteva fermarsi al solito normale tuffo.
Dichiarò ai giornali che aveva escogitato, per aumentare la difficoltà, un nuovo tuffo: si sarebbe tuffato dal parapetto del ponte in sella a una motocicletta. I pescaresi erano increduli e pensavano, come Eriberto spesso faceva, che fosse tutto uno scherzo.
La mattina di quel primo giorno dell’anno, non ricordo precisamente quale (1955?), i pescaresi che affollavano il ponte erano molti di più degli anni precedenti: per questo fatto i vigili urbani furono costretti a chiudere, per bloccare il traffico, provvisoriamente le due testate del ponte.
Verso le dieci si vide spuntare Eriberto in sella a una motocicletta di media cilindrata. Dopo fatto i preparativi, sistemazione di uno scivolo di legno dal piano stradale fino al livello del parapetto, legare e bloccare la motocicletta con una lunga corda per non farla andare a fondo nel fiume, Eriberto, indossante solo il costume da bagno, mise in moto il suo amico di avventura. Fece un paio di accelerazioni e partendo dal parapetto lato ferrovia, in un attimo, dopo aver superato lo scivolo, con un bel tuffo d’angelo si trovò nelle fredde acque del fiume. Dopo il segno dell’OK fu fatto salire su una barca di soccorso tra gli applausi della gente. La sua motocicletta fu ricuperata dai suoi amici e sistemata sulla banchina del fiume.
In effetti, oltre mezzo secolo fa, il fiume Pescara non era ancora inquinato dagli scarichi abusivi e permetteva alle persone, anche se pericoloso, la balneazione a monte del vecchio ponte in ferro della ferrovia, detta la Pescarina.
Negli anni successivi questo tipo di esibizione gli fu vietato dalle autorità di polizia urbana sia per la sua pericolosità e sia per la difficoltà di circolazione stradale, dovuta all’assembramento di tante persone che desideravano assistere al tuffo beneaugurante.
In questo modo con le sue gesta si stava già facendo conoscere in città e in tutta la regione.

GermanodaCuneo