A L'AQUILA NEVICA. ALLEGRIA, ANZI NO... DI FRANCO TACCIA
05/12/2012

Nevica. Non e' una novita' e, diciamolo francamente, è una gran rottura. Passata l'eta' delle palle di neve, in tanti si è passati all'eta' del '' che......''.
Certo, l'atmosfera, Natale che s'avvicina, insieme al pagamento dell'ICI o come cavolo si chiama adesso, alle bollette del gas con l'IVA a livello di quella che grava sullo champagne, scadenzucce di qua e di là, e la tredicesima che giustappunto se ne andrà in gloria per pagare quanto citato. Se avanza qualcosa ''l'Italiano medio'' riesce anche a farci uscire un cenoncino, senza esagerare. Chissa' se ''l'Italiano mignolo'' riuscira' a fare altrettanto. Ma nevica, dicevamo, quindi chi puo' eviti di uscir di casa perche' rischia di scivolare sul ghiaccio che da stamane è comparso sulle strade, e pure questa e' una gran rottura. Speriamo solo di non doverci sorbire i soliti comunicati stile ''Cassandra'' che informano che servono le catene, che tutti i mezzi sono all'opera e che tutti lavorano in sinergia. Per il semplice motivo che lo sapevamo e che oltretutto sono la copia di quelli degli anni precedenti, anzi dei giorni passati, con la variazione della parola neve al posto della parola pioggia, col ghiaccio al posto dei fiumi che straripano. Comunque un po' d'allegria, suvvia. Tra poco e' Natale e sarebbe un bel botto di fortuna se Babbo Natale arrivasse con la slitta vuota e ritornasse a Rovaniem in Finlandia, a casa sua, dopo averla riempita con qualche migliaio di farabbutti, evasori, politici disonesti e incapaci, cialtroni vari. Potrebbe sempre usarli per il cenone degli Orsi polari, se non soffrono di mal di stomaco.
Quasi quasi gli scrivo una letterina per chiederglielo.
Franco Taccia