SALLUSTI AI DOMICILIARI? DI FRANCO TACCIA
29/11/2012

Non ho nessuna voglia di fare ironia e scrivo sperando che qualcuno riesca a schiarirmi le idee sul ''problema'' (ma poi, problema per chi?) degli arresti domiciliari.
Nel caso di Sallusti, benche' ci sia una condanna, non ho neppure voglia di esprimere giudizi. Per carita', tutto è avvenuto nel rispetto della legge.
Pero' leggere che uno puo' indicare al Procuratore della Repubblica, addirittura un elenco di possibili domicili, presso i quali osservare le misure restrittive a proprio carico, se permettete, un briciolino di perplessita' me la provoca. E' fin troppo facile immaginare quale elenco possa fornire un povero Cristo, magari extracomunitario, o uno che vive ad esempio in un alloggio del progetto CASE a L'Aquila, magari con la moglie con cui non va d'accordo e la suocera che fuma la pipa e beve. Gia' pensavo ad uno scherzo quando avevo saputo del sig. Lusi costretto a passare un periodo così poco piacevole in un convento di frati, addirittura provvisto di un solo televisore per giunta nel refettorio. Adesso so che era vero.
Mi chiedo, se mai dovessi anch'io trovarmi in situazione analoga, se almeno, mi verrebbe concesso di tenere con me il mio adorato cagnolino.
Franco Taccia