PESCARA BELLINO MA SERVE MOLTO DI PIU’ DI RAFFAELE MORELLI
29/11/2012

Quello visto contro la Roma è stato un Pescara ordinato, ben disposto in campo nella fase difensiva, soprattutto lucido nell’espressione atletica e della voglia di vendere cara la pelle. E poi basta. Fa specie vedere ragazzi che, nell’attimo stesso in cui passano la metà campo, sembrano precipitati su un pianeta di un’altra galassia. Tutti lì a guardarsi intorno per cercare di capire dove si trovano e che cosa ci sono andati a fare. Quando ci è capitato di chiedere se il predecessore di Bergodi studiasse schemi offensivi qualcuno ha detto che lo faceva in modo maniacale. Sarà pure ma l’impressione è che nessuno abbia chiaro che per vincere la partita bisogna mandare la sfera nella porta avversaria. E che per mandarcela capiti di doverla passare ad uno che porta la medesima maglia, magari meglio piazzato. Il povero Bergodi dovrà dannarsi l’anima per costruire sulle macerie di Stroppa un’identità di squadra nella fase offensiva. E si perché con venti zero a zero, posto pure che ci riuscissimo, non si va da nessuna parte. Domenica all’ora di pranzo si gioca a Napoli. Tralasciamo ogni altra considerazione e banalità, per dire soltanto che, a differenza di quello che pensano gli altri, noi crediamo che non poteva andarci meglio. Nel senso che cercare di costruire un gioco, anche offensivo, in una partita nella quale, se perdi nessuno si meraviglia, è meno problematico che farlo contro una diretta concorrente. La scommessa non sarà tanto uscire da Napoli con un miracolo nella saccoccia, quanto arrivare al Genoa con le idee sufficientemente chiare per poter cercare di vincere, quella si, una partita da dentro o fuori, per noi e anche per loro, per fortuna.