LETTERA DI UN TIFOSO IN ESILIO DI GERMANO DA CUNEO
28/11/2012

Spett. le Redazione di Agenzia Notizie,
Forse sono uno dei più anziani tifosi del Pescara, essendo nato nel lontano 1940.
Nel 1953, il 30 dicembre, ho assistito alla posa della prima pietra dello Stadio Prototipo Adriatico che sarà, in seguito, messo a disposizione della Pescara calcio ed inaugurato il
29 dicembre del 1955 con un’amichevole tra Pescara e Como.
Per questo motivo posso essere considerato, a ragion veduta e senza falsa modestia un tifoso “storico”.
Ogni tanto scrivo le mie considerazioni sulla squadra ed ogni tanto qualche ricordo che a tanti amici del forum fa piacere leggere per ricordare.
Con questa premessa mi permetto di iniziare a scrivere un pezzo di storia sul Pescara Calcio, visto da un tifoso particolare.
Un tifoso particolare perché abito molto lontano dalla mia città, Pescara, in poche parole un “esiliato” in patria.
Da oltre quarant’anni abito, per lavoro nel nord-ovest dell’Italia, ma il mio cuore è rimasto biancazzurro.
Non ho cambiato colore, né granata e nemmeno bianconero.
Di tifosi come me, sparsi per tutta l’Italia, ce ne sono a migliaia e ognuno di noi quando gioca il Pescara, per seguire la partita si comporta come meglio crede ed in svariati modi.
C’e chi ha fatto l’abbonamento a Sky o a Dahlia tv e si vede la partita da solo, altri in compagnia di amici davanti alla TV.
Senza l’atmosfera che i tifosi creano allo stadio, c’è chi si accontenta di vedere ogni tanto i risultati delle partite su Televideo, con la speranza che cambi in favore del Pescara.
Tanti altri, come me, si collegano a Internet per seguire i commenti e i sevizi su forzapescara.tv.
Grazie ai tifosi che sono allo stadio Adriatico o che seguono la partita davanti alla TV siamo sempre aggiornati leggendo i loro commenti e le variazioni dei risultati.
Non ho fatto l’abbonamento a Dahlia tv perché vedere la partita in diretta mi crea ansietà, specialmente quando il pallone si trova nei pressi dell’area pescarese.
Per me è meglio seguirla con ForzaPescara perché mi sembra di ascoltare, anzi di vedere, “Il calcio minuto per minuto” sul computer.
Per i tifosi “esiliati” manca l’atmosfera del pre-partita, i rumori degli strumenti musicali (trombe e tamburi), non vediamo e non sentiamo i clamori della gente che si reca allo stadio, che si saluta e che grida augurandosi la vittoria della squadra del cuore, cioè il Pescara.
In caso di gol si superano tutte le barriere, (il ceto sociale, le condizioni economiche) perché il professionista affermato (medico, avvocato) abbraccia l’operaio che gli sta vicino e socializza con lui, anche se per la sola durata della partita. Per chi è allo stadio questo è un piccolo episodio, naturale ed impercettibile, ma di grande significato, che agli “esiliati” manca tanto.
In caso di vittoria del Pescara, la gioia è diversa. Da lontano si può solo immaginare cosa succede alla fine della partita, come quando battendo il Verona ai play-off si è festeggiato alla nave di Cascella.
Come sarei stato contento di essere con loro, facendo un bel bagno!!!
Solo una cosa accomuna chi ha visto la partita con chi sta lontano: la sconfitta del Pescara (speriamo che quest’anno siano poche), perché la delusione e la tristezza sono le stesse, per chi abita in città e per chi vive lontano.
La notte non si dorme, ripensando a quello che è successo. La mattina dopo ci si alza e, passata la delusione, si pensa già alla partita successiva con la speranza che vada per il verso giusto e che si possa gioire.
Ripeto, non è facile vivere lontano dalla propria città, costretti per il proprio lavoro, specialmente se uno è tifoso della propria squadra di calcio.
Solo quando il Pescara era in serie A o B, e veniva a giocare a Torino ho potuto vedere le partite. (col Torino ha vinto parecchie volte e così tornavo a casa contento e orgoglioso).
Per quarant’anni ho seguito gli alti e bassi del Pescara da tifoso esiliato, con gioie e dolori. Lo scorso anno ho gioito gustandomi la vittoria del Pescara sul Verona con quel magnifico gol di Ganci.
Per quest’anno sono fiducioso e penso che il Pescara, con qualche ritocco e un buon attaccante di 15-16 gol, possa fare un buon campionato.
Un caro saluto a tutti i tifosi del Delfino Pescara sparsi in tutta Italia, dalle Alpi alla Sicilia, e …… speriamo bene per le prossime partite.
E per concludere - con la speranza che non vi abbia annoiato - voglio dire che di Pescara, oltre a tante cose, mi è mancato e tuttora mi manca il muretto del lungomare davanti allo stabilimento Calypso, dove da giovane con i miei amici si facevano tanti discorsi e tanti progetti per la vita futura che ci veniva incontro.
Mi sono permesso di scrivere questo commento per quei “caproni violenti”, a volte sovvenzionati, che sotto le mentite spoglie di pseudo tifosi vanno allo stadio per creare disordini e non per guardare la partita.
Vi supplico, non distruggete il bel giocattolo, per favore!
I have a dream…..che gli stadi possano tornare ad essere un luogo di divertimento e di aggregazione come tanti anni fa,…..è pura utopia? La speranza è l’ultima a morire.
E’ possibile fare ciò se ci sarà la buona volontà di tutti i veri appassionati del gioco del calcio… impossible is nothing …basta volerlo.
I tifosi delle due squadre dovrebbero seguire la partita insieme, senza barriere e senza divisori, prima da avversari e dopo da amici, come fanno nel rugby, dove dopo l’incontro i sostenitori delle due squadre, sia i vincitori che gli sconfitti, vanno a festeggiare insieme in un clima di reciproca amicizia e rispetto.
E’ chiamato il “terzo tempo”.
Sono un ingenuo o un idealista? A voi l’ardua sentenza.

GermanodaCuneo