LA CURVA NORD, COVO DEL TIFO. UNA GIORNATA PARTICOLARE.
28/11/2012

Il pirotecnico sostegno degli ultras che alla fine invadono il campo.
Il festival della curva Nord

Desidero dedicare questo ah…m’arcord a tutti i tifosi della curva Nord, organizzati e non, che per impiego di tempo, senza dimenticare anche quello economico, in casa ed in trasferta, si possono considerare il “dodicesimo uomo” che col loro tifo, con canti, bandiere e striscioni, riescono a mettere le ali al loro amato Pescara per fargli spiccare il volo per più alti traguardi.
Il festival della curva Nord, per la terza promozione del Pescara in serie A (1987). Spettacolo della curva Nord, nel Pescara-day con il maxi-striscione biancazzurro che gli impagabili ultras hanno allestito per festeggiare la promozione in serie A, in cui hanno sempre creduto. Probabilmente qualcuno si riconoscerà in questo articolo.
L’avventura in curva Nord inizia alle 9 quando i primi ultras sono già sul campo ad appendere gli striscioni e preparare le bandiere. In giro c’è aria di festa: tutti sono convinti che il Pescara ce la farà. <Oggi gliene facciamo tre> esclama Lucio, e tutti ad applaudire alzando le mani in segno di vittoria.
I preparativi vanno avanti fino a mezzogiorno e poi tutti a casa per un boccone prima di rituffarsi nella grande mischia. Alle 13, aperti i cancelli, fuori è già baraonda, migliaia di bandiere, sciarpe, palloncini dipingono tutto di biancazzurro. All’ingresso della curva carabinieri ed agenti perquisiscono tutti a tappeto. È proibito entrare con lattine, thermos, bottiglie di vetro, frutta e qualsiasi cosa che potrebbe essere lanciata dagli spalti. Una signora di circa 50 anni litiga con un poliziotto:<Mi dispiace signora, ma il thermos non può portarlo>. <Ma guardi – rincalza la signora – c’è solo un po’ di the freddo per mio figlio> e indica un bambino di circa 10 anni che porta per mano. Niente da fare.
Appena mezz’ora e la curva Nord è già piena. Iniziano i cori , i più urlati sono quelli che hanno accompagnato il Pescara per tutto il campionato:<Vogliamo il Pescara in serie A, siamo del commando degli ultras> <Galeone facci sognare, portaci in serie A> e ancora <Alé magico Pescara> cantato sulle note della Traviata. Molti tifosi della Nord hanno il viso truccato di biancazzurro, tutti scarpette e bandiere. I cori sono ritmati dai tamburi appesi alla ringhiera al centro della curva. Urla tutta la curva <Noi siamo i veri tifosi – grida un giovane dei Bad Boys – non quelli dei distinti e delle tribune che non urlano mai> e inizia ad strillare <Pubblico di merda!>. Gli fanno eco si e no dieci persone e si accorgono che oggi non è proprio il caso. Con il passare dei minuti il tifo si fa sempre più assordante.
Clemente, un Rangers di 58 anni, tiene in mano una cornacchia nera: L’ho catturata tre giorni fa e l’ho portata con me allo stadio: è un portafortuna contro i “gufi” che non vogliono che il Pescara vada in serie A>. Il caldo comincia farsi sentire e i giovani tifosi che si trovano sulla pista sotto la curva vanno avanti e indietro per riempire le bottiglie d’acqua che poi scaraventano sugli spalti. Manca ancora un’ora e mezzo alla partita, ma nessuno si stanca di urlare.
Un grosso boato accoglie i giocatori del Pescara che con giacca e cravatta entrano in campo annunciati dall’altoparlante. Tutti in piedi, applausi:<Vi vogliamo sotto la curva>. È ancora presto, i giocatori alzano le mani in segno di saluto e rientrano negli spogliatoi. Ecco gli sbandieratori e le ragazze pon-pon che girano sulla pista mentre in campo sgambettano i ragazzini delle Naiadi in una partitella. Alle 16 un altro grosso boato accoglie Luca Gaudenzi che appare all’improvviso tra i ragazzi della Nord. A viva voce, battendo le mani, si canta:<Lode a te Luca Gaudenzi!>. I cori per Luca fanno passare in secondo piano la fugace apparizione del sindaco di Pescara, Nevio Piscione, che con sciarpetta biancazzurra al collo si affaccia per un attimo nel covo degli ultras. Alle 16,20 vengono lette dagli altoparlanti le formazioni, grossi fischi per quella del Parma mentre un “Olè” viene scandito da tutta la curva ad ogni nome dei biancazzurri.
Si gioca e tutti insieme, battendo le mani a ritmo dei tamburi, urlano:<Galeone, ga-ga-ga-leone!>. Al 6’ del primo tempo Rebonato sbaglia davanti alla porta vuota, la folla lo incita ancora di più: <Rebo-gol, Rebo-gol tira la bomba, tira la bomba!>. Passano i minuti, il caldo si fa sentire e il nervosismo pure. Il tifo adesso non è più compatto: ognuno grida quello che gli pare. È tutto una grossa confusione. Un anziano tifoso, forse per il troppo caldo si sente male e viene fatto distendere su un gradone, mentre altri gli fanno aria con dei cartoni, passa qualche minuto ed a spalla viene portato fuori.
Il Pescara non segna ed alle notizie che giungono dagli altri campi, si inizia a lanciare di tutto sotto la curva. Lattine, bombolette di gas per trombette, bottiglie di plastica e mele. Il tifo ritorna unito quando un difensore del Parma viene buttato giù da un difensore del Pescara:<Devi morire, devi morire!>, urlano i più scalmanati. L’intervallo dà la possibilità di riprendersi un po’ dalla grossa fatica. Si ricomincia a giocare.
All’ingresso delle squadre in campo viene alzata per la terza volta la grossa bandiera biancazzurra che copre la curva. <Torneremo in serie A>, <Galeone facci sognare>, accompagna il Pescara fino al 27’ del secondo tempo, quando Bosco porta il Pescara in vantaggio e fa esplodere tutto lo stadio.
I curva tutti sembrano rinati. In molti scavalcano le transenne ed entrano sulla pista, intervengono i poliziotti e vengono presi di mira da tutta la curva. Sulle loro teste volerà di tutto, ma è festa e non è il caso di essere intransigenti, i tifosi che hanno invaso la pista vengono fatti sedere ai bordi del campo. Tutta la curva urla:<Si va, si va, si va in serie A!>. Questo coro, insieme al nome di Galeone, verrà urlato fino al fischio di Casarin. È l’apoteosi, gli ultras scavalcano le transenne ed invadono il campo inseguendo i giocatori fino alle scalette degli spogliatoi. Tutto lo stadio è in festa, una grossa festa per i ragazzi della curva Nord.

Buona parte dell’articolo è stato tratto dal un quotidiano dell’epoca.

Un caro saluto a tutti i tifosi del Delfino, con la speranza che ……

Germanodacuneo