SI SONO ACCORTI CHE A L'AQUILA SIAMO A RISCHIO TERREMOTO.... DI FRANCO TACCIA
18/11/2012



Queste poche righe sono rivolte sopratutto a chi, per sua fortuna, del terremoto ha solo sentito parlare o ha avvertito, solamente avvertito una scossa, che a qualche km di distanza puo' aver ucciso e distrutto. Ed è rivolto a chi pensa che a L'Aquila, come dice qualche farabutto sin da pochi mesi dopo il 6 aprile 2009, tutto è tornato alla normalita'.
Infatti, dopo 3 anni e mezzo, le scosse continuano, perche' di fatto non sono mai cessate. Ma la cosa piu' fastidiosa è che pare che l'ultima scossa di stanotte abbia riacceso la miccia dell'agitazione ''istituzionale'' ovvero delle chiacchiere, delle nuvole di fumo e del nulla.
Sono mesi, forse anni e negli ultimi giorni e' una continuazione, di bla bla bla dei quali tutti hanno le scatole piene.
Alla gente comune, delle riunioni, delle conferenze, delle ''fregnacce'' sulle sinergie, non gliene frega nulla. Come non frega nulla sapere che l'unica cosa sicura in caso di terremoto sara' vedere dopo qualche ora qualcuno che ti da una bottiglietta di minerale. I piu' qualificati e affidabili in situazioni del genere, parlo ovviamente dei Vigili del Fuoco, hanno l'organico ridotto all'osso e mentre si richiude, giustamente, buona parte del centro storico aquilano, si continua a fare raccomandazioni inutili alla gente. Perche' inutili? Basta dare uno sguardo in qualcuna delle aree individuate come punto di raccolta della popolazione, come ad esempio il parcheggio dello stadio di Acquasanta. Appunto, un parcheggio, pieno dalla mattina alla sera, anzi sempre, di auto appunto parcheggiate. Chissa' se qualcuno fra quelli che partecipano alle riunioni e fanno comunicati ha un'idea approssimativa delle migliaia di persone, quasi tutte in auto, che in caso di terremoto si riverserebbero in quella zona e nelle altre previste? E del fatto che la citta' ha una rete viaria praticamente inesistente, sia per scappare che per far arrivare soccorsi?
A proposito, visto che molti fra gli addetti ai lavori (?) ancora non l'hanno capito, neppure dopo quello che e' successo nel 2009 (ve li ricordate i transennamenti a via XX Settembre dopo la caduta di cornicioni?), per non parlare dei decenni e dei secoli precedenti, il terremoto, quello che t'ammazza, non avverte prima di farlo e sopratutto non aspetta l'esito delle riunioni e tantomeno legge i comunicati stampa.
Franco Taccia