I DATI RIEPILOGATIVI REGIONALI SONO RIFERITI A CHIETI (31º), L’AQUILA, TERAMO (50º).
10/11/2012

Tutti i Comuni capoluogo di provincia rispondono alla richiesta dei dati anche se Pescara invia dati
incompleti (meno del 50%) e non viene quindi inserita in graduatoria né presa in considerazione
per la stesura della tabella riepilogativa regionale, L’Aquila non viene anch’essa inserita in
graduatoria, per nostra scelta legata al ricevimento dei primi dati dopo il sisma del 2009, ma presa
in considerazione nella tabella regionale.
I dati riepilogativi regionali pertanto sono riferiti a Chieti (31º), L’Aquila, Teramo (50º).
I dati anagrafici degli edifici ci restituiscono scuole di più recente costruzione rispetto alla media
nazionale, sono infatti il 51,28% contro il 40,53% della media nazionale gli edifici scolastici
costruiti tra il 1975 e il 2011. Sono il 98,59% gli edifici scolastici posti in strutture nate per
ospitare scuole. Sono solo l’1,71% quelli in affitto contro il 2,88% del dato nazionale.
Nonostante l’alta percentuale di edifici di recente costruzione, le città abruzzesi non costruiscono
scuole secondo i criteri della bioedilizia. A fronte invece di un dichiarato 54,93% di edifici posti in
aree a rischio sismico riscontriamo un 19,66% di edifici costruiti secondo criteri antisismici, un
valore di oltre 11 punti percentuali sopra la media nazionale. Quasi in linea il dato sulla verifica di
vulnerabilità sismica realizzata nel 28,21% degli edifici.
Stupisce come a fronte di una maggiore necessità di interventi di manutenzione urgente rispetto
alla media nazionale, il 53,85% contro il 35,79%, maggiori interventi di manutenzione
straordinaria realizzati negli ultimi 5 anni, 76,92% contro il 56,40%, la media per singolo edificio
degli investimenti per la manutenzione straordinaria sia del 70% inferiore.
Anche rispetto alla manutenzione ordinaria il quadro non cambia, anzi in questo caso
riscontriamo un 78% circa di investimenti in meno sul dato medio nazionale.
Sul fronte delle certificazioni rileviamo mediamente dati sopra la media nazionale, con
l’eccezione non poco significativa del certificato di agibilità (45,30%) inferiore di 13 punti
percentuali rispetto alla media nazionale e quello di prevenzione incendi che con uno scarso
8,55% si attesta 26 punti sotto.
A disposizione delle istituzioni scolastiche ecco i servizi e le pratiche eco-compatibili: servizio di
autobus (50,70%), edifici posti in ZTL (22,54%), percentuale media di prodotti biologici nei pasti
(60%), raccolta differenziata, utilizzo di fonti di energia rinnovabile (18,31%), tutti dati sopra la
media nazionale. Segnali negativi sul fronte del servizio di pedibus, non attivato, degli investimenti
per progetti educativi o iniziative per under 14, utilizzo di piatti in plastica/carta nelle mense
scolastiche (75,89%) e di acqua del rubinetto (23,21%).
Buono il dato sul monitoraggio dell’amianto che risulta effettuato in tutti gli edifici scolastici,
preoccupante quello sui casi certificati (28,57%), oltre 18 punti sopra la media nazionale, anche se
fa ben sperare quell’11,43% di bonifiche effettuate negli ultimi 2 anni, oltre 8 punti sopra il dato
medio nazionale. Completo disinteresse delle città abruzzesi sulla questione radon su cui mancano
completamente i monitoraggi: un dato che va contro il 32,05% del dato medio nazionale.
Quasi tutti sotto la media nazionale i parametri sull’esposizione degli edifici scolastici a fonti
d’inquinamento esterne, con l’eccezione di quello sulla presenza di emittenti radio televisive
(4,23%) contro il 2,32% nazionale e dell’esposizione a fonti d’inquinamento acustico (21,13%)
contro l’11,36%. Assolutamente assenti i monitoraggi sulle antenne presenti in prossimità di edifici
scolastici.