PESCARA E ROMA: SEMPRE NEL SEGNO DEL ''BOEMO'' TRA LUCI ED OMBRE. DI FRANCO TACCIA
07/11/2012

Il Pescara ha vinto un campionato dando spettacolo anche se perdeva. Inutile nascondere che senza Zeman al timone magari avrebbe anche potuto andare in A, cosa tutta da dimostrare, ma la gente non sarebbe uscita dall'Adriatico con gli occhi ''pieni'' di bel gioco, grazie anche all'esplosione di Verratti, Insigne ed Immobile, ma anche al rendimento mostruoso dei vari Anania, Capuano, Zanon, Sansovini (mi fermo solo per non citare tutta la rosa). Negare i meriti di Zeman sarebbe follia. Poi, la storia, come tutte le storie belle e' finita, col tecnico approdato in riva al Tevere, Verratti su quelle della Senna, Immobile nel mar Ligure e il magico Insigne tra golfo di Napoli e Vesuvio. E' arrivato Stroppa che non e' uno sprovveduto ma che forse agli occhi di alcuni tra i tifosi non ha ''le physique du rôle'' da allenatore di grido. Sinceramente non mi sembra giusto che dopo poche partite, con una squadra composta da ''neofiti'' della A, eccetto Abbruscato con 57 presenze in massima serie dal 97 e fino all'arrivo a Pescara, gli si dia l'ostracismo a prescindere, con tutta la simpatia per il popolo biancazzurro. Zeman e' andato via, ma sono andati altrove anche '' i tre dell'apocalisse'' (per gli avversari), Marco, Ciro e Lorenzo. Lasciatelo lavorare il buon Stroppa, ve lo dice uno Juventino che se sabato vedesse il Pescara brillare, non si strapperebbe i capelli (resti fra noi).
E Zeman che fa? Verrebbe voglia di rispondere ''fa sempre bene'' come nella vecchia pubblicita' del Ramazzotti. Pero' a Roma e' dura perche' fare il ''maestro'' sia di calcio che di comportamento nella Capitale è dura. Domenica tutti sul carro di Zdeneck per la scoppola al Palermo pero' nessuno ha evidenziato che, a parte Totti che devo ammettere va a 1000 come solo un fuoriclasse puo' fare a quell'eta' e con gli acciacchi subiti, tutta la squadra ha giocato con una concentrazione spaventosa, aggredendo il portatotre di palla col pressing continuo e col raddoppio della marcatura. Tattica che infastidisce i campioni e che sul Palermo ha avuto esiti devastanti. Ma, vorrei chiedere ai detrattori di Zeman, l'avete visti i goal presi col Parma? L'avete visto il difensore della Roma che in area di rigore, con l'attaccante fronte alla porta, lo marcava con le spalle al centrocampo? E che e' colpa di Zeman?
Ecco, se a Roma si levano un po' di puzza da sotto il naso e non lo martellano, tanto gli rimbalza addosso, e se i giocatori si comportano da adulti ( Florenzi salta il derby per essersi tolto la maglia dopo il goal, roba da prenderlo a calci) seguendo l'esempio del ''pupone'' la Roma potrebbe dare spettacolo, anche se ogni tanto becca qualche goal di troppo.
Franco Taccia