06/11/2012

Edito dalla prestigiosa Casa editrice di Armando Armando è stato licenziato alle stampe in questi giorni l'ultimo lavoro pedagogico-didattico del collega giornalista e docente Bruno di Pasquale di Canzano (Teramo)
Titolo della pubblicazione ''Un maestro molto elementare.''
Come dice lo stesso Autore nel primo Capitolo ''Non è un romanzo. Non è un saggio. Non è un diario. E non è un trattato storico. E' più semplicemente un dignitoso percorso professionale attraverso la scuola italiana...''
E', in sintesi , -diciamo noi- la ricostruzione o il viaggio di un insegnante che dopo aver superato, giovanissimo, le trappole del concorso magistrale, inizia la sua avventura didattica, come ''terrone'' al Nord e precisamente a Cantù, in un periodo in cui la scuola italiana è un pullulare di riforme (Basta ricordare a quella del Ministro Malfatti con i Decreti Delegati del 1974) per poi tornare a Terronia (Abruzzo) e proseguire l'attività didattica sino al sospirato giorno della pensione che arriva nel Giugno 2002.
E in questo lungo arco di tempo, Bruno Di Pasquale, maestro doc ricco di sensibilità, umanità ed interessi molteplici, attua quel transfert nei tanti allievi che plasma nella sua patria di Canzano dove fonda, nel 1989, un gruppo teatrale con i suoi ragazzi che chiama ''La Piccola Canzano''.
Non solo, ma trasmette con gioia a tante generazioni la bellezza della musica e della poesia con tante creazioni poetiche dei ragazzi che ha salvato e che nel suo libro pubblica dando spazio e respiro ai suoi poeti in erba che oggi sono padri e mamme di famiglie che a loro volta trasmettono ai loro figli questi mirabili valori spirituali.
Da buon giornalista Di Pasquale eccelle anche nella comunicatio, intesa come partecipazione ed ecco che lo vediamo impegnato con la realizzazione di giornali (vedi L'Erta) e Televisioni , quella di TVN -Teleponte dove si cucinano trasmissioni di particolare interesse sotto l'aspetto culturale ed artistico.
Un Maestro molto elementare rappresenta un piccolo trattato di vera pedagogia che avrebbe incantato il nostro Maestro Luigi Volpicelli. Perchè è scritto bene, suscita interesse nel lettore, propone discorsi concreti nel suo feed-back e ci dà una lezione di stile e di vita. Il Maestro, ovvero magis-ter: in una parola una persona speciale che ne sa almeno tre volte più del suo alunno che cerca di carpire e rubare l'arte del saper vivere.
Con onestà, rigore, rispetto, lealtà. Ricordando sempre che senza libertà non c'è verità e senza verità non c'è libertà.
Infine riteniamo di eccezionale valore storico e morale il fatto che prima del termine della biografia professionale, il Maestro Bruno Di Pasquale sia stato gratificato per il suo lungo operato scolastico, non dal Ministro della Pubblica Istruzione, nè dal Direttore Generale o Provveditore agli Studi, nè tanto meno dal Direttore e dalle Direttrici didattiche che ha conosciuto.
Bruno Di Pasquale ha ricevuto'' la Laurea ad honorem'' dalla sua alunna di quinta elementare Stefania.
La quale ha così scritto nella motivazione della onorificenza:
''Grazie per tutto quello che hai fatto per noi. Sono sicura che ci mancherai moltissimo, ci mancheranno le tue battute, ma soprattutto la tua personalità, il tuo modo di fare.
E' stato bello lavorare con te per quattro anni.Quattro anni di divertimento che sono volati vai come il vento.
Ti auguro di diventare un grande Poeta e, se lo diventerai, io ti farò sempre onore dicendo ''Bruno Di Pasquale è stato il mio maestro! Ti auguro una buona vacanza. Sei stato tutto per noi''!
Retorica? Non crediamo si tratti di retorica. Quella che ha costruito Bruno Di Pasquale è stata la Scuola della formazione, dell'intelligenza e del carattere. E' stata la Scuola che ha saputo formare veri uomini e cittadini.
Se non si riprende questa strada, oggi, dovremo tutti ripensare al testamento di Reimer riportato ne: ''La scuola è morta''.
Nella parte introduttiva del suo testo inserisce quello che ebbe a scrivere Margaret Meead durante una crisi molto simile a quella dei giorni d'oggi: '' Mia nonna volle darmi un'educazione e un'istruzione. Quindi decise di non mandarmi a scuola''!
Dante Capaldi