DUE O TRE COSE DA ELIMINARE NEL CALCIO, SUBITO. DI FRANCO TACCIA
05/11/2012

Dovunque ci sia da cambiare molto, spesso si finisce per non fare nulla, riuscendo a rovinare tutto.
Nel calcio moltissimo è stato fatto per distruggerlo, allontanando la gente dagli stadi e creando un esercito di finti appassionati, la maggior parte dei quali non ha mai messo piede in un impianto sportivo e pensa che il football sia quella cosa strana chiusa in un rettangolo di alcuni ''pollici'' nel quale ogni tanto si vede il pallone, spesso una massa di citrulli impegnati nella ''ola'', ogni tanto qualche allenatore che mentre la sua squadra gioca pensa a scrivere ''fregnacce'' su un taccuino perche' e' di moda o girato verso la panchina a declamare.
Poi anche alcune regole ed altrettante abitudini hanno dato il contributo finale a render tutto una pagliacciata.
Cominciamo con l'usanza idiota di levarsi la maglia dopo aver segnato un goal. Cosa stupida come tutte quelle fatte per imitare altri che l'hanno fatto prima e poi perche' lascia regolarmente la squadra in 10 per la conseguente espulsione dello spogliarellista. Qui tocca aprire una parentesi e dire che e' assurdo cacciare uno per questo motivo e lasciare in campo chi ha cercato di ''fare'' tibia e perone all'avversario ma altrettanto assurdo che i presidenti delle squadre non proibiscano, anche con multe salate, che si continui questa scemenza.
Ho visto segnare migliaia di goal bellissimi e l'unico gesto di esultanza era il classico pugno chiuso verso il cielo.
Poi il vesso vergognoso di restituire il pallone, che l'avversario ha buttato fuori per consentire i soccorsi ad un infortunato, a 100 metri da dove la palla e' stata messa out.
E per concludere la tolleranza arrivata al ridicolo delle prese di lotta greco romana in area di rigore e del gomito alto quando si colpisce di testa.
Il calcio e' calcio ed in area non c'è il canestro, per cui la storia dei ''blocchi'' e altre menate serve solo a nascondere l'incapacita' di insegnare a partire dai ragazzini come si marca l'uomo e come ci si difende dalla marcatura in area, uno contro uno e non in comitiva. Quanto al gomito alto rientra nella mancanza di preparazione nelle scuole calcio dove non c'è quasi nessuno in grado di spiegare che per cercare di andare in elevazione per colpire di testa, le mani ed i gomiti devono arrivare all'altezza del torace e non sopra la testa stessa.
Bruno Beneck, bravissimo regista televisivo, negli anni 60 dedico' una serie didattica al gioco del calcio, con gente come Rivera, Sivori, Salvadore, Mazzia, che sotto lo sguardo del mitico ''Gioanin'' Ferrari, all'epoca allenatore federale, mostrava come si colpisce la sfera, come si fa uno stop volante ecc.. Adesso chi sarebbe capace di farlo?
Qualcuno dira' che parlo di calcio d'altri tempi. E' vero, infatti all'epoca anche il meno dotato fra i giocatori di serie C aveva i così detti ''fondamentali'' mentre ora vedi gente in serie A e non solo in Italia che sembra piu' adatta ad una esibizione di culturismo che non a giocare a calcio, magari non sanno stoppare la palla pero' se segnano si tolgono la maglia e corrono, corrono, corrono......a vuoto. Non per nulla i migliori restano Totti, Pirlo, Zanetti, Cambiasso, tipi che col pallone ci parlano e se tornasse in campo Rivera farebbe meraviglie, perche' i campioni nel calcio sono quelli che fanno correre il pallone non i velocisti .
Franco Taccia