DOCENTI DEL LICEO SCIENTIFICO LEONARDO DA VINCI – PESCARA: MOTIVI DELLA PROTESTA
03/11/2012

In questi giorni nelle scuole cittadine si susseguono proteste e azioni da parte dei docenti e ad esse si sono indipendentemente unite le azioni degli studenti: proviamo a fornire un quadro chiaro dei termini e delle modalità della protesta, molte delle quali condivise con altre scuole della città proponendo una serie di punti fondamentali per restituire efficacia, efficienza e dignità sociale al lavoro degli insegnanti e al sistema scolastico nel suo complesso.

Motivazioni della protesta

1) è incostituzionale incrementare (a costo zero) l’orario di lavoro di un dipendente senza una corrispondente modifica contrattuale.

2) Il livello retributivo dei docenti italiani è fermo dal 1997, ed è bloccato fino al 2017 (senza alcuna garanzia che successivamente si sblocchi). Alla mancanza di incrementi, si è aggiunta la serie di interventi riduttivi: oltre 20 negli ultimi sei anni, con una perdita del potere d’acquisto calcolata intorno al 25%.

3) Il livello retributivo dei docenti italiani è inferiore a quello medio europeo. Con una differenza che rispetto ad alcuni paesi può essere fino all’80%. Un docente europeo, inoltre, arriva alla retribuzione massima dopo 24 anni di carriera; un docente italiano dopo 35.

4) L’orario di lezione in aula dei docenti italiani è superiore a quello europeo: i docenti europei trascorrono, in media, più ore a scuola, perché le loro scuole sono attrezzate in modo da consentire lo svolgimento del lavoro non frontale. I docenti italiani utilizzano prevalentemente i propri mezzi perché le scuole non sono in condizione di fornire spazi e strumenti adeguati.

5) I giorni di lezione, in Europa, sono gli stessi dappertutto: sono solo distribuiti diversamente durante l’anno. Le ferie degli insegnanti sono identiche a quelle di qualsiasi dipendente dello Stato.

Alcune puntualizzazioni per comprendere ragioni e posizioni

• La funzione docente prevede, oltre le 18 ore di lezione frontale 80 ore annue destinate a programmazioni, consigli di classe, collegi dei docenti, scrutini ciascuno dei quali produce una serie adempimenti burocratici ulteriori. Ogni insegnante nel corso dell’anno partecipa in media a 15 consigli di classe.

• Esiste un lavoro “sommerso” connesso con la funzione docente che prevede: il ricevimento delle famiglie antimeridiano, la preparazione delle lezioni, la preparazione dei materiali di studio, delle verifiche e la correzione; Nell’anno scolastico gli elaborati da correggere possono arrivare fino ad un migliaio. Il docente normalmente svolge queste operazioni all’interno delle mura domestiche senza poter quantificare le ore effettivamente svolte e contando esclusivamente sui propri mezzi.
• Il docente ha necessità di ore di studio per auto aggiornamento. Gli insegnanti acquistano con i propri soldi i propri materiali di aggiornamento (libri) e di lavoro (strumenti informatici) e g li aggiornamenti professionali riconosciuti dal Ministero sono tutti a pagamento.

• Il fondo d’istituto con il quale vengono finanziati i progetti, le attività aggiuntive, i corsi di recupero e retribuite le funzioni strumentali, i vicepresidi e i collaboratori che permettono il funzionamento della scuola è costituito da un “prelievo” ministeriale sullo stipendio di ciascun docente.

I docenti del Liceo da Vinci di Pescara per portare avanti la protesta decidono:

- di ritirare, la propria disponibilità a ricoprire qualsiasi incarico e/o funzione all'interno del liceo che non sia previsto, come obbligo, dal contratto nazionale, ossia di sospendere le seguenti attività aggiuntive (art.30 CCNL):
coordinamenti di classe - coordinamenti di dipartimenti - funzioni strumentali - viaggi di istruzione e uscite didattiche - scambi culturali - progetti extracurricolari - ricevimento delle famiglie in orario antimeridiano - sospensione delle ore di sostituzione dei colleghi assenti - ogni attività didattica aggiuntiva (corsi di recupero a qualunque titolo)

I docenti, decisi a rivendicare il proprio ruolo professionale e sociale attuano un presidio permanente così articolato:

- 18 ore di insegnamento frontale a garanzia del diritto all’istruzione (art. 28 e 29 del CCNL. )

- aumento delle proprie ore di presenza nei locali dell’Istituto per un totale di 32 ore alla settimana impegnate in attività di

- riunioni collegiali ( collegi docenti, consigli di classe, colloqui pomeridiani con le famiglie)

- preparazione delle lezioni e delle verifiche

- correzione delle verifiche

- autoaggiornamento e ricerca

Si intende così far emergere il lavoro sommerso che i docenti normalmente e giornalmente svolgono in aggiunta alle 18 ore di lezione in aula.
I docenti oltre la protesta, chiedono al Governo e a tutte le forze politiche e sindacali che hanno a cuore la dignità della scuola pubblica:

- l’immediato ritiro della norma sull’innalzamento a 24 ore dell’orario di cattedra
- Il Ritiro delle proposte contenute nel cosiddetto Decreto Aprea (DDLc 953)


Propongono:

- il rinnovo del contratto in un’ottica di adeguamento ai parametri europei ovvero:

Orario complessivo di presenza a scuola di 32 ore settimanali articolate in:

18 ore di lezione in aula.

14 ore complessive destinate a riunioni collegiali
(collegi docenti, consigli di classe, colloqui con le famiglie - preparazione delle lezioni e delle verifiche - correzione delle verifiche - autoaggiornamento e ricerca)

e in conseguenza

adeguamento degli stipendi e delle coperture previdenziali alla media europea.

adeguamento agli standard europei degli ambienti di lavoro e delle dotazioni tecnologiche



Riteniamo che l’adeguamento del contratto costituisca l’unico strumento per restituire efficacia, efficienza e dignità sociale al lavoro degli insegnanti e al sistema scolastico nel suo complesso.

I docenti del Liceo Scientifico Da Vinci di Pescara